Terza puntata – Donne e politica
L’intervista: Federica Muzzarelli
Verso la fine dell’800, con la nascita della fotografia, e a partire dai primi anni del 900 in poi, nascono nuove forme d’arte, che si avvalgono di supporti visivi e molto meno statiche e più performative, di cui le donne si appropriano, iniziando ad entrare a pieno titolo nel mondo dell’arte
Questa settimana abbiamo intervistato Federica Muzzarelli, professore associato del Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna, dove insegna “Fotografia e Cultura Visuale”.
Cult – “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza
Nella puntata su donne e arte, la rubrica Cult è stata curata da Ilaria Giovanelli che ci ha scritto una recensione del libro “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza.
““L’arte della gioia” è il capolavoro di Goliarda Sapienza. La scrittrice siciliana ormai di adozione romana impiegò una decina di anni per scriverlo, indicativamente dal 1967 al 1976. “L’arte della gioia” pur ruotando attorno alla vita della protagonista, Modesta, è sia saga familiare che storia di tutto il novecento italiano. E’ la storia di una donna e di un secolo. Modesta infatti la protagonista, nasce significativamente il 1° gennaio del 1900 in un paesino ai piedi dell’Etna, in Sicilia. Modesta plasma la propria vita contando solamente sulla forza audace e istintiva che indubbiamente le appartiene. Riesce così a risorgere dalle proprie ceneri e riesce di volta in volta a cogliere il lato positivo degli eventi difendendo accanitamente il proprio diritto alla felicità. Goliarda con il personaggio di Modesta ritrae e celebra un tipo di femminilità diversa rispetto ai canoni del tempo ed odierni. C’è un’energia vitale fortissima che ruota attorno a tutto il romanzo. La protagonista è il ritratto di una donna a tutto tondo dotata di una grande capacità introspettiva, che sa quello che vuole e che si dimostra capace di macchiarsi anche di crimini gravi per raggiungere il proprio sogno di libertà, un sogno mai appagato e domato, nemmeno dalla morte. Modesta sfida il fascismo, la mafia e la cultura patriarcale nella quale vive, e a modo suo riesce nell’impresa di costruire intorno a se una famiglia, senza smettere mai di abbandonarsi alla vita e ai desideri che sente emergere in lei . Fa quindi capolino in questa immagine una concezione della vita concepita come ricerca assoluta del piacere e della gioia. La sapienza viola molti dei tabù sessuali e familiari che tuttora esistono nella nostra società, celebrando l’amicizia e l’amore tra donne, ma anche l’abbandono al desiderio sessuale . Inoltre è proprio il secolo passato, il novecento, ad entrare in queste pagine da un’angolazione tutta speciale, osservato attraverso gli occhi di una donna, in Sicilia. Goliarda dà largo spazio ai movimenti sociali, nessuno escluso, e lo fa quasi senza che il lettore riesca ad accorgersene. Ne “L’arte della gioia” c’è posto sia per l’aristocrazia, in decadenza, sia l’emergere delle nuove generazioni. Vi sono infatti storie di feudi e conventi, di ricchi e di poveri e i grandi eventi del secolo: la grande guerra e l’epidemia spagnola, l’avvento del socialismo e quello tragico del fascismo, il tutto in un continuo aperto dialogo privo di pregiudizi nei confronti di ogni componente sociale. La condizione femminile è analizzata nelle sue poliedriche sfumature, sia per quello che riguarda i rapporti con il sesso maschile, che con quello femminile: vi è l’amore, ma anche l’amicizia, la politica, il diritto allo studio e al lavoro, la maternità, la religione e il carcere. Proprio per questa panoramica della condizione della donna nel novecento e per la rivendicazione che la Sapienza compie nei confronti di quelli che erano i dettami del tempo, la si può a pieno titolo considerare un precursore dei movimenti femministi.”
Se vi dico femminismo…
Pubblichiamo nella puntata di oggi due risposte.
Francesco Artuso ci dice:
“A me viene in mente qualcosa di incompiuto, e mi interesserebbe capire a fondo come si è instaurata una mentalità talmente reazionaria che ha fatto passare un desiderio di emancipazione e miglioramento come uno dei tanti -ismi del secolo scorso, e come tale quindi negativo.”
Questa invece la risposta di FUT:
“Donna scialba e incazzata con cartello intenta a manifestare: immagine in se non negativa considerando i soprusi del sesso forte nei loro confronti…
La presenza di un sottofondo di violenza e rabbia me la rende comunque spiacevole.”
Nina Simone
In questa terza puntata ci hanno accompagnato i brani di Nina Simone.
Nasce a Tryon, nel North Carolina, il 21 febbraio 1933, con il nome di Eunice Kathleen Waymon ( che cambierà poi in Nina Simone in onore di Simone Signoret). È stata un’interprete jazz, anche se il suo stile ha spaziato fra diversi generi, dal soul, al R&B, al folk e al gospel.
Donne e Arte
In questa puntata abbiamo parlato di donne e arte.
Se pensiamo a donne artiste, in particolare pittrici antecedenti al 900, i nomi che ci vengono in mente sono molto pochi. Anche in questa materia sembrano primeggiare gli uomini, mentre le donne, sono molto più spesso i soggetti ritratti, che le autrici di queste opere d’arte.
Questo principalmente per una costruzione sociale e culturale che attribuisce ai due sessi sfere di appartenenza differenti e separate, considerando la donna per natura maggiormente legata alla natura e alla sfera privata e l’uomo maggiormente propenso alla cultura e alla politica. Proprio per questo motivo alle donne in passato è sempre stato precluso l’accesso al lavoro e quindi anche la possibilità di crearsi un ruolo sociale.
Come abbiamo visto nella puntata donne e scienza, così in questa puntata, nonostante per le donne quella artistica fosse una scelta difficile e spesso ostacolata, non sono mancate figure di donne che con la loro determinazione sono riuscite ad affermarsi in questo ambito.
E’ il caso di
Artemisia Gentileschi, (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 1653), figlia di Orazio Gentileschi, a sua volta pittore ed esponente del caravaggismo romano. Artemisia imparò la tecnica del disegno e dei colori tramite l’apprendistato presso il padre Orazio: questo fu per lei l’unica strada percorribile per esercitare l’arte, poichè in quanto donna le erano precluse le scuole di formazione.
Terza Puntata – Donne e Arte
Lunedì 11 aprile saremo in
onda su Radio Città Fujiko dalle 12.15 alle 13.
Potrete ascoltarci in diretta sintonizzandovi su 103.1 FM (per Bologna e provincia) o sul sito della radio; altrimenti, potrete scaricare la puntata direttamente da questo blog nella pagina “Ascolta le Puntate”.
In questa terza puntata parleremo di “Donne e Arte”: quali nomi di artiste passate conosciamo? E del presente? Ha senso parlare di “arte al femminile”? Si è avuta un’evoluzione della condizione della donna artista? In che modo è cambiato il rapporto tra donna e successo artistico?
Buon ascolto!





