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8 febbraio 2013

Di biancanevi e supereroi, ovvero: riflessioni sul carnevale

di mari
http://www.guidaprodotti.com/abbigliamento/costumi-di-carnevale.html

Fonte foto qui

Siamo in periodo carnevalesco e oggi, durante una festa con una sessantina tra bambini e bambine delle elementari, non ho potuto fare a meno di notare l’enorme differenza tra i costumi delle bambine e quelli dei bambini. La differenza era già percepibile anche solo a livello di colore: rosa in varie tonalità e tessuti per le prime, verde, blu, rosso, giallo, arancione, nero per i secondi. E i costumi veri e propri? Quello che andava per la maggiore era la principessa,  con bambine piccolissime – adornate di corone e diademi -  che correvano cercando di tenere a bada la gonnellona che ne intralciava i movimenti e facevano moine e inchini; da annoverare anche molti costumi da Biancaneve e diverse streghe. Per i maschi invece la varietà era enorme: power rangers, uomo ragno, pistolero, militare, cavaliere con scudo e spada, karateka, zorro, batman, spadaccini, calciatori, mostri… Se alcune bambine poi si divertivano  a provare la maschera dell’uomo ragno o del power ranger dei loro compagni, era impossibile il contrario: alla sola idea di mettere un cerchietto con un fiocco in testa, i bambini correvano via a dir poco stizziti.

Certi stereotipi sono evidentissimi sotto i nostri occhi, ma non ce ne accorgiamo. Qualcuno potrebbe chiedersi che importa se ad una festa un bambino si veste da supereroe e una bambina da principessa. Importa, eccome.
Come ci ha raccontato in questa puntata Irene Biemmi, assegnista di ricerca presso la facoltà di Scienze della Formazione di Firenze – che ha analizzato i testi di 10 case editrici per valutare quali messaggi veicolano a chi siede sui banchi di scuola – in una parte delle sue analisi ha analizzato quali professioni e ruoli venivano narrati nei sussidiari a seconda dei generi: se i maschi erano rappresentati come inventori, scienziati, astronauti, re, principi, stregoni, le rappresentazioni femminili erano grosso modo limitate alla mamma, la principessa, la strega e la maestra.

25 gennaio 2012

Genere ed Educazione, 3° puntata: l’ADOLESCENZA

di mari

Eccoci arrivati alla terza tappa del nostro percorso sul genere e l’educazione.

Nella puntata di venerdì 27 gennaio parlaremo di adolescenza insieme a Cinzia Albanesi del Csge.
Perchè l’adolescenza è un momento così complesso nella vita delle persone?
Come viene percepito il genere in questa fase tanto delicata?
Quanto contano la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari nella conferma o decostruzione di visioni stereotipate di ciò che ragazze e ragazzi devono essere e fare? Come il genere vincola i loro desideri?

8 gennaio 2012

Rieccoci!

di mari

Carissim*,

stiamo tornando e la bella notizia è che non cambieremo nè giorno nè ora: la prima puntata di Frequenze di Genere del 2012 vi aspetta venerdì 13 gennaio, dalle 13.30 alle 14, sempre sulle frequenze di Radio Città Fujiko 103.1 FM. Con la puntata di venerdì prossimo inaugureremo un ciclo dedicato al tema “Genere ed educazione”: l’educazione al proprio genere, nei termini di ciò che la società ritiene da un lato adatto e dall’altro sconveniente per un maschietto ed una femminuccia, avviene fin dalla più tenera età, il più delle volte ad opera di genitori ed educatori/trici inconsapevoli, che non sanno di inculcare nei bambini e nelle bambine  stereotipi di genere che li vincoleranno per tutta la vita, condizionando il loro modo di pensare se stessi/e e gli altri e limitando enormemente le loro possibilità di realizzazione personale.

Un ciclo di puntate in collaborazione con il Csge – Centro studi sul genere e l’educazione dell’Università di Bologna ci racconterà la relazione tra educazione ed appartenenza di genere, mostrandoci come, nei buoni propositi educativi di ognuno di noi, possano annidiarsi una quantità impressionante di idee preconcette su  ragazzi e ragazze, bambini e bambine ancora prima della loro venuta al mondo.

La prima puntata parlerà di genere ed educazione nella fascia d’età dagli O ai 6 anni, una fase in cui troppo spesso si crede che il genere non sia rilevante nello sviluppo fisico, emotivo ed esperenziale dei bambini e delle bambine: vi racconteremo, insieme ad Elisa Truffelli del Csge, che la realtà delle cose è ben diversa.