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10 novembre 2011

Comunicato dell’assemblea plenaria del Feminist Blog Camp contro gli attacchi regionali all’autodeterminazione delle donne

di mari

In attesa di raccontarvi dettagliatamente l’intensa esperienza che abbiamo vissuto partecipando al Feminist Blog Camp, tenutosi dal 28 al 30 ottobre a Torino, desideriamo condividere con voi  il Comunicato dell’assemblea plenaria del Feminist Blog Camp contro gli attacchi regionali all’autodeterminazione delle donne:

Siamo donne, ragazze, studentesse, precarie, disoccupate, provenienti da differenti città, appartenenti a collettivi di genere e percorsi di autodeterminazione. Da tempo siamo impegnate nelle nostre regioni a contrastare quelle politiche sociosanitarie che minano, seppur in modi differenti, l’autodeterminazione delle donne in tema di scelta di maternità; in particolare l’introduzione del volontariato pro vita nei consultori e la privatizzazione dei servizi sanitari che si accompagnano a quella capillare diffusione dell’obiezione di coscienza come vero e proprio dispositivo per normare le nostre condotte e sessualità. Il Feminist Blog Camp è stata per noi occasione di incontro e condivisione. Un incontro dal quale non abbiamo potuto che trarre conferma all’idea che questi attacchi siano assolutamente trasversali e che le singole regioni rappresentino il laboratorio di un disegno più ampio, volto a generalizzare questo modello sociosanitario in tutta Italia.

7 giugno 2011

Obiezione di Coscienza: le interviste

di mari

In questa puntata abbiamo ascoltato Elisabetta Canitano, ginecologa e presidentessa dell’associazione Vita di Donna e Giovanni Fattorini, medico ginecologo e presidente dell’Associazione Ginecologi Territoriali.

Elisabetta Canitano ci ha aiutate a capire come mai ci sono così tanti obiettori di coscienza in Italia; ci ha spiegato che l’obiezione di coscienza non può in nessun modo riguardare la cosiddetta pillola del giorno dopo, poichè essa non è considerata un farmaco abortivo; ha sottolineato inoltre come i farmacisti non possano fare obiezione di cscienza, ma siano sempre tenuti a fornire il medicinale prescritto dal medico e qualora facciano obiezione, ad esempio nei confronti della pillola del giorno dopo, la donna deve recarsi dalle forze dell’ordine a denunciare l’accaduto. Ha terminato infine spiegando che, nonostante l’elevato numero di obiettori di coscienza presenti nelle strutture pubbliche, nessun ospedale davanti all’obbligo di applicare la legge 194 può dire ad una donna di arrangiarsi: anche in questo caso la donna ha il diritto di ricorrere alla forza pubblica.

Giovanni Fattorini ci ha parlato in qualità di ginecolo e di cattolico della sua scelta di non essere obiettore, illustrando la sua visione sul delicato tema dell’interruzione volontaria di gravidanza e  spiegandoci le ragioni e le riflessioni che stanno dietro a questa scelta.

Vi invitiamo ad ascoltare le due  interviste scaricando la puntata “Obiezione e Obiettori di Coscienza” nella pagina “Ascolta le puntate”.