Quarta puntata – Donne e moda

di Angela

Nella puntata di lunedì 18 si è parlato di moda e di donne.  Abbiamo fatto un passo indietro, fino ai primi anni del ‘900, quando è nata la moda così come noi oggi la concepiamo. E l’abbiamo raccontata ripercorrendo le storie di donne protagoniste di questo cambiamento. Abbiamo scelto di raccontare qualcosa delle vite di Madeleine Vionnet, dell’italiana Elsa Schiaparelli e di Gabrielle “Coco” Chanel, anticonformiste e determinate, tuttora icone ineguagliabili in fatto di moda e stile. Queste donne furono sicuramente grandi stiliste, crearono dal nulla le loro maisons, e ognuna di loro, seppur in modo diverso, ha dato un incredibile apporto al costume e all’immagine che oggi noi abbiamo dei loro anni, contribuendo a modificarne il concetto di eleganza. Ma non furono solo impeccabili sarte e creative lungimiranti: quel che forse più conta è che furono innanzitutto forti esempi di donne che hanno vissuto con entrambi i piedi ben saldi nel loro tempo, e vi hanno impresso una profonda traccia.

Con le loro creazioni hanno contribuito a dare una svolta al modo stesso di concepire gli abiti. Si inserirono infatti nella tendenza di inizio secolo che vedeva una sorta di ritorno ad una moda più essenziale, togliendo orpelli e decorazioni dagli abiti, eliminando finalmente corsetti, stecche, e gli svariati strati di biancheria che obbligavano il corpo femminile alla scomodità, e crearono abiti che rispettassero le forme naturali del corpo femminile e che le accompagnassero senza deformarle, in una sorta di ritorno al rispetto per il corpo. Come vedremo, inoltre, hanno spesso vissuto e operato a stretto contatto con gli artisti più celebri del loro tempo, che inevitabilmente ne influenzarono il modo di guardare al mondo e alla loro condizione di donne.

MADELEINE VIONNET

Madeleine Vionnet, definita “un architetto tra i creatori di vestiti”, è conosciuta per i suoi vestiti dallo stile ispirato alle statue greche, e per aver introdotto un particolare taglio del tessuto, che permetteva di sfruttarne il potenziale elastico e di aderire alle forme naturali del corpo femminile, valorizzandole senza deformarle. Ha creato dal nulla una delle più prestigiose maison di alta moda dell’intera Francia, ponendosi tra i precursori della rivoluzione della moda del XX secolo, attraverso il processo di liberazione della donna dagli irrigidimenti ottocenteschi dei corpetti e delle stecche di balena. Ancora bambina venne abbandonata dalla madre e trasferitasi con il padre a Parigi lascia la scuola a dieci anni per lavorare in una sartoria. Sposatasi a soli diciotto anni, si trasferì in Inghilterra e lavorò per una sarta che confezionava abiti per la corte inglese. Di nuovo a Parigi, acquisita esperienza nella sartoria, fondò nel 1912 una propria casa di moda, con la quale venne subito incontro alle esigenze di abbigliamento dell’alta borghesia di vecchio e nuovo mondo. Mette a disposizione dei suoi impiegati servizi sanitari e sociali, permessi pagati e congedi di maternità molto generosi per quei tempi. Le sue modelle sfilavano a piedi nudi e senza corsetto. Tutt’oggi molti creatori di moda si ispirano alle creazioni Vionnet, ma la sua tecnica elaborata è quasi impossibile da riprodurre poiché Madeleine Vionnet sperimentava e costruiva i suoi abiti su un manichino a dimensioni ridotte, per poi riprodurre il risultato nelle misure reali di una modella. La guerra farà chiudere la maison e Vionnet morirà povera a 99 anni, ma il suo contributo all’esaltazione della bellezza femminile non è stato dimenticato. Lavorò per lei anche l’artista futurista italiano, conosciuto con lo pseudonimo di Thayaht, che dal 1918 disegnò per Vionnet capi innovativi per l’epoca, per gli accostamenti cromatici e le geometrie del disegno.

ELSA SCHIAPARELLI

Elsa Schiaparelli (Roma, 10 settembre 1890 – Parigi, 13 novembre 1973) è stata una stilista e sarta italiana. Insieme a Coco Chanel è considerata una delle più influenti figure della moda all’inizio del secolo. “Quell’artista italiana che fa vestiti”, così Chanel definiva Elsa Schiaparelli, la sua grande rivale. Nacque a Roma da una nota famiglia di intellettuali piemontesi, trasferitasi nella capitale. La madre proveniva da una famiglia dell’aristocrazia napoletana. Elsa Schiaparelli invece sognava di diventare un’attrice, ma non poté farlo proprio per la sua provenienza aristocratica. Decise quindi di scrivere poesie, le quali ebbero buona diffusione anche fuori dai confini nazionali. In seguito dopo essersi sposata si trasferisce con il marito a New York, dove ha occasione di conoscere artisti dell’avanguardia dadaista come Marcel Duchamp e Man Ray. Trasferitasi successivamente a Parigi, ospite della moglie dell’artista dadaista Picabia, dall’incontro con un’amica americana che indossava un golf fatto da una sarta armena avverrà la svolta.

Grazie al sodalizio con la sarta nascono i primi golf con disegni effetto trompe l’oeil che la lanciano nel mondo della moda. È l’inventrice del rosa shocking. Dalla metà degli anni 30, finalmente affermatasi, Elsa Schiaparelli fu considerata l’antagonista principale di Coco Chanel nel mondo della moda francese, nonostante le due figure non avrebbero potuto essere più diverse: opposti gli stili (rigoroso e semplice quello di Chanel, ricco e fantasioso quello di Schiaparelli) e opposte le origini (povera la prima, aristocratica la seconda). Entrambe tuttavia avevano in mente una donna libera e indipendente, che non si vergognasse di indossare i loro capi. A lei si deve, oltre all’invenzione del colore detto rosa shocking (che prende il nome dal flacone di profumo Shocking, la cui confezione era appunto di questo colore), il merito della divulgazione della cerniera lampo, assai più pratica delle lunghe file di bottoncini che chiudevano gli abiti delle donne. Ebbe grande importanza per l’ispirazione della Schiaparelli il suo incontro e connubio con gli artisti surrealisti, nel corso degli anni 30. Grazie alle collaborazioni con i massimi esponenti del Surrealismo, la Schiaparelli creò infatti a metà degli anni Trenta insoliti ed originali capi, dando un nuovo significato alla parola “moda”: golf con nodi disegnati, o con finte cinture chiuse da vere fibbie, come delle illusioni ottiche. Salvador Dalì e Jean Cocteau crearono per lei dei veri e propri capolavori. Per l’estate 1937, Cocteau si divertì a elaborare il tema del doppio nelle creazioni firmate Schiaparelli, e disegnò ad esempio un mantello ricamato sulla schiena con un vaso realizzato accostando due profili femminili. Ci ha lasciato la sua autobiografia, Shocking life.

COCO CHANEL

Gabrielle “Coco” Bonheur Chanel nacque in Francia nel 1883 ed ebbe una infanzia umile e piena di difficoltà, trascorsa in gran parte in un orfanotrofio. Chanel, è stata capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale della cultura pop del XX secolo. La giovane Gabrielle Chanel sembrava destinata a una modesta vita di provincia, ma la sua forza di volontà e il suo coraggio ne hanno invece fatto una protagonista a pieno titolo della storia e del costume del ’900. Ebbe una vita intensa, piena di grandi passioni e segnata da grandi lutti, attorno alla quale sono fiorite numerose leggende. Inizia la sua carriera disegnando cappelli, ma diverrà ben presto decisiva nel rivoluzionare l’industria della moda e anche, in un certo senso, nell’aiutare il percorso delle donne verso la loro emancipazione. Al termine della prima guerra mondiale, durante la quale Chanel aveva imposto la sua presenza sul mercato, nasce il prototipo della garçonne, che Chanel stessa interpretò appieno. Negli anni ’20 lanciò la moda del capello corto per una casualità: essendosi accidentalmente bruciata i capelli su un fornello, tagliò anche il resto. In breve le giovani donne alla moda imitarono il suo taglio. Nel 1923 uscì sul mercato il suo profumo Chanel N°5. La fragranza era del tutto innovativa, in un’epoca in cui iniziavano a farsi largo i primi profumi di sintesi. Il profumo di Chanel venne realizzato artificialmente, con molecole sintetiche, un profumo femminile, diceva la stessa Chanel, «che odora di donna, perché una donna deve odorare di donna e non di rosa». Il 1926 per Chanel fu l’anno del debutto del piccolo vestito nero, la petite robe noire, ben presto elogiato dalla rivista americana Vogue dell’epoca. Coco Chanel, attraverso la moda, rappresentò il nuovo modello femminile che stava sviluppandosi nel 900: una donna dinamica, che lavorava e che non poteva più essere schiava dell’abbigliamento costrittivo della Belle Époque. «Fino a quel momento – dice – avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche.» E Chanel diede a quella nuova donna il vestito giusto. Lo stesso famoso vestitino nero sembra proprio ispirato alla divisa delle commesse. La stilista sosteneva infatti che «la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento». Per l’utilizzo di materiali umili e per l’ispirazione che traeva dalle figure legate alla vita lavorativa, Chanel venne rinominata la regina del “genere povero”, ma una “povertà di lusso”, moderna e anche snob. La stilista liberò così le donne da corsetti e impalcature, dando loro abiti comodi, lineari, adatti insomma ad intraprendere una vita quotidiana dinamica. Promosse inoltre l’utilizzo del jersey, fino ad allora utilizzato solo per le fodere interne, e per finire introdusse l’utilizzo dei tailleur con pantaloni femminili. Prendendo i vestiti maschili e dando loro una piega femminile, Coco diede anche un significativo contributo al movimento femminista. Non volle mai descriversi come tale, ma la sua rivoluzione nel disegno dell’abito femminile parla da sola. Con l’incombere della Seconda Guerra Mondiale Chanel si allontana dal panorama della moda, per riaprire il suo atelier solo nel 1954 quando, ormai settantunenne, si ripresentò al suo pubblico con una nuova collezione. Ma sono molte le leggende cresciute attorno alla vita di Mademoiselle Chanel, una delle quali la vede protagonista di una vicenda di spionaggio internazionale durante il Terzo Reich. Ma a differenza della sua contemporanea Elsa Schiaparelli — fortemente influenzata dalla corrente Surrealista e dallo stile di Paul Poiret — Chanel era completamente scollegata dalle tendenze e dalle mode del momento. Assimilando alla moda femminile elementi tipici della moda maschile, e quindi opposti, dava origine ad una commistione del tutto nuova, una femminilità accentuata per paradosso. Morì il 10 gennaio ’71.

Dunque tre donne diverse tra loro, ma con molto in comune: la determinazione e la volontà di vivere la propria vita senza sottostare a immotivate costrizioni sociali, nonché la lucidità con cui compresero che l’emancipazione della donna non poteva assolutamente prescindere dalla sua piena libertà di movimento.

La puntata ha ospitato anche un’intervista a Stefania Azzolina sull’interessante personalità di Rosa Genoni, una donna vissuta nella prima metà del secolo scorso, che ha dato un notevole contributo alla moda italiana, conciliando quest’ultimo con il suo impegno politico e sociale nel movimento pacifista e femminista del tempo.

Link interessanti a riguardo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Madeleine_Vionnet

http://www.fashionblog.it/post/2724/vionnet-il-ritorno-di-un-mito

http://www.style.it/cont/lifestyle/news/0906/2400/madeleine-vionnet-la-purista-della.asp

http://www.modaemodi.org/rivista/?p=9290

http://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Schiaparelli

http://www.girlpower.it/look/moda/moda_surrealismo.php

http://it.ykone.com/stilisti/bio/elsa-schiaparelli/

http://www.fashionencyclopedia.com/Ro-Sm/Schiaparelli-Elsa.html

http://www.nannimagazine.it/articolo/1926/Elsa-Schiaparelli-eclettica-e-surrealista-anti-Chanel

http://it.wikipedia.org/wiki/Coco_Chanel

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=249&biografia=Coco+Chanel

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