Riviste “per donne” e proposte alternative

di Komorebi

Nella puntata su “Donne e Riviste” abbiamo ragionato sui nostri differenti approcci alle riviste per donne comunemente reperibili in commercio. Tra di noi c’è chi le legge spesso e chi quasi mai, chi ne apprezza i servizi fotografici, per la capacità di stimolo all’immaginazione, o gode degli articoli “leggeri” che aiutano a staccare dalle occupazioni e preoccupazioni quotidiane. C’è chi ne diffida, a causa di una pubblicità talmente invasiva da far soregere dei dubbi rispetto alla libertà delle scelte editoriali, e che comunque tende a proporre continuamente un’immagine di donna stereotipata. C’è chi proprio a causa di questa pubblicità prova un senso di disagio nello sfogliarne le pagine, ritrovando continuamente modelli di donne  languide, con pose sexy e una sicurezza troppo ostentata per poter essere reale, che indossano vestiti e accessori spesso dai costi proibitivi, generando un senso di frustrazione e desiderio.

Oltre alle pubblicazioni mainstream esistono riviste che parlano di questioni legate alle donne in maniera del tutto alternativa: la pubblicità è completamente assente o quasi, viene dato risalto a temetiche spesso trascurate dai periodici più noti, con analisi, consigli e punti divista difficilmente riscontrabili altrove.
Ne abbiamo conosciute tre:

Noi Donne, dalla voce di Nadia Angelucci
Marea,  da Monica Lanfranco
XXD, raccontata da Daniela Danna

Vi invitiamo ad ascoltare le interviste che troverete nella puntata, a visitare i loro siti internet e, perchè no, a collaborare con loro.

Sebbene i nostri pareri fossero differenti, tutte e tre ci siamo trovate concordi sul fatto che se  le riviste che si occupano dei problemi quotidiani, delle reali questioni fondamentali e delle pari opportunità delle donne  potessero  prosperare al pari di  quelle mainstream, se queste riviste avessero la possibilità di fornire a livello massivo una visione alternativa delle donne (anche a loro stesse), senza necessariamente incastrare queste ultime nel solito vecchio cortocircuito desiderio-oggetto del desiderio, nessuna di noi avrebbe motivo di demonizzare i periodici  a noi indirizzati che si occupano di moda  e psicologia spicciola.

Voi cosa ne pensate?

Frequenze di Genere

[Si ringrazia Marta Farina per l’illustrazione gentilmente concessaci]

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