Archive for giugno, 2011

21 giugno 2011

The Puppini Sisters

di Komorebi

Le sorelle Puppini hanno accompagnato la nostra ultima puntata.

Il nome del gruppo si deve a Marcella Puppini, bolognese d’origine e londinese d’adozione, fondatrice del trio femminile completato da Kate Mullins e Stephanie O’ Brien.

I loro ritmi sono quelli swing e jazz dei canti a cappella anni Quaranta, stile che utilizzano per rivisitare brani ben più recenti, come ad esempio  Heart of Glass dei Blondie, Crazy in Love di Beyoncè, fino a I Will Survive  (resa famosa da Gloria Gaynor nel 1978).

Tre sono gli album pubblicati finora:  Betcha Bottom Dollar, del 2006; The Rise and Fall of Ruby Woo, del 2007 e  Christmas with The Puppini Sisters, del 2010.

19 giugno 2011

Ultima Puntata – Donne sul Web

di Komorebi

Care ascoltatrici e cari ascoltatori,

siamo giunti alla tredicesima ed ultima puntata di Frequenze di Genere.

Gli eventi degli ultimi tempi hanno dato prova del fondamentale ruolo della rete quale luogo di discussione e fucina di idee dal determinante impatto sulle dinamiche della politica e della società. Per non lasciarvi digiuni di informazioni rispetto a tematiche legate al genere e alle donne, vi segnaleremo nella puntata di domani, lunedì 20 giugno, sempre su Radio Città Fujiko, sempre dalle 12.15 alle 13, una serie di siti internet che offrono spunti di riflessione, iniziative, approfondimenti e dibattiti virtuali sui temi a noi cari.
Oltre a ricapitolare i siti conosciuti nelle puntate passate, parlaremo in particolare di:

www.ilcorpodelledonne.net – dalla voce di Lorella Zanardo, autrice del famoso documentario “Il corpo delle donne”;
www.women.it – con Federica Fabbiani, dell’Associazione Orlando;
www.donnepensanti.net – raccontato da Francesca Sanzo, presidentessa dell’Associazione Donne Pensanti.

In quest’ultima puntata ci accompagneranno le Puppini Sisters e ascolteremo gli ultimi tre contributi della stagione alla nostra inchiesta “Se vi dico femminismo..?”

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro ci hanno seguito in questi mesi e per invitarvi a scriverci rispetto alle tematiche di cui vorreste sentir parlare nella prossima stagione. Aggiungiamo inoltre che la nostra domanda “Se vi dico femminismo, cosa vi viene in mente?” è sempre valida, fatevi sentire!

Ricordiamo infine che  è disponibile sul blog la puntata della settimana scorsa sulla “Virilità”.

Grazie a tutti e buon ascolto!

Mari, Giulia e Angela

15 giugno 2011

KAKI KING

di sciul

E’ una vera propria virtuosa della chitarra acustica.

Nasce ad Atalanta per poi trasferirsi a New York, apprende dal padre la passione per la musica, iniziando prima come batterista, per dedicarsi poi definitivamente alla chitarra, che a volte suona come se fosse una percussione e con la quale tira fuori l’incredibile talento come musicista e compositrice.

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15 giugno 2011

VIRILITA’

di sciul

Nelle scorse puntate abbiamo trattato tematiche che hanno riguardato prevalentemente le donne,  perché di donne poco si parla, se non rispetto a temi che vengono considerati socialmente di appannaggio femminile. Rispetto ai temi classici (bellezza, riviste, moda, pubblicità..) abbiamo voluto dare un punto di vista diverso, mentre l’intento è stato quello di approfondire tematiche in cui le donne tradizionalmente vengono poco coinvolte, o se ci sono rimangono nell’ombra, vedi la puntata sulla scienza e quella sull’arte.

In questa puntata parliamo invece di uomini, perché la nostra trasmissione si intitola “Frequenze di Genere“, e i generi sono due, maschile e femminile, e con genere intendiamo una costruzione culturale dei sessi, che attribuisce all’uno e all’altro rispettivamente caratteristiche e comportamenti (acquisiti culturalmente, non innati) che li rendano riconoscibili e socialmente accettabili.

Gli studi di genere nascono in America del Nord per poi diffondersi anche in Europa Occidentale tra gli anni ’70 e ’80, sull’onda dei movimenti femministi. Un’intensa riflessione sui sessi e sui ruoli, soprattutto quello femminile nella società, nasce da questi movimenti di donne e studiose. I cosiddetti gender studies rappresentano una chiave di lettura per molte discipline, ad esempio c’è tutto il filone della storia delle donne che cerca di recuperare un punto di vista femminile, mai considerato prima, rispetto alla storia e alla storiografia che hanno sempre tagliato fuori appunto le donne.

Si può dire che da questo filone, parallelamente, nasce tutta una riflessione, ancora oggi sottovalutata, sugli uomini, gli uomini nella società, il concetto di “essere uomo”, virilità, mascolinità, cosa significa e se questo cambia nel tempo.

A questo proposito nel corso della puntata abbiamo intervistato Sandro Bellassai, ricercatore presso l’Università di Bologna di Storia Contemporanea, che si occupa di men’s studies e promotore del gruppo Maschile Plurale.

A lui abbiamo chiesto che cosa sono i men’s studies, che cos’è la virilità, che collegamento ci può essere tra mascolinità e omosessualità (maschile), perchè l’aumento dell’autonomia delle donne è direttamente proporzionale all’aumento di comportamenti maschilisti da parte di alcuni uomini. Inoltre Sandro Bellassai ci ha parlato di Maschile Plurale e di che cosa è per lui il femminismo.

Vi invitiamo a scaricare l’intervista.

 

12 giugno 2011

Dodicesima Puntata – Uomini

di Angela

Carissimi ascoltatori e ascoltatrici,

la puntata di domani sarà dedicata agli uomini. Si ragionerà di stereotipi maschili, di mascolinità e di virilità e a parlarne con noi ci sarà Sandro Bellassai, ricercatore in Storia contemporanea presso l’Università di Bologna. Questa volta sarà Kaki King ad accompagnare le nostre dissertazioni. La puntata andrà in onda domani, lunedì 13 giugno, come sempre sulle frequenze di Radiocittà Fujiko, dalle 12.15 alle 13.

Nel caso in cui non riusciste a sintonizzarvi per tempo vi ricordiamo che potrete a breve scaricare il podcast della puntata direttamente dal nostro blog, alla sezione “ascolta le puntate”.

Buon ascolto (e tutti a votare)!

Frequenze di Genere

7 giugno 2011

Cult – Quattro mesi, tre settimane, due giorni

di Komorebi

In questa puntata la rubrica Cult è curata da Lorenzo Biagini.

“Mi è stato chiesto di recensire brevemente Quattro mesi, tre settimane e due giorni, che è un film molto bello, ben girato e ben recitato, e che se non l’avete visto, dovreste farlo, però io l’ho visto una sola volta già molto tempo addietro, e perciò non me lo ricordo con troppa precisione e per intero, ma proverò comunque a spiegare cosa ne penso.

Innanzitutto va detto che si tratta di un film di produzione romena, è datato al 2007 e nello stesso anno ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui la Palma d’oro a Cannes. Il suo autore è Cristian Mungiu, regista tra i più quotati attualmente in Romania, artista relativamente giovane e per questo appartenente già a quella generazione che non ha avuto bisogno di espatriare per trovare affermazione, essendo sopraggiunti per tempo l’89 e la caduta del regime. Le riflessioni che sono state e che sono tuttora portate avanti da questa generazione di registi vertono per una quota importante sul periodo antecedente alla rivoluzione di dicembre, ed è il caso pure di Qmtsdg.

Qmtsdg racconta la storia di un aborto ambientata in una situazione storico-politica (appunto la Romania di Ceausescu) in cui la pratica dell’aborto è severamente vietata dalla legge. C’è una ragazza che è incinta e che ha deciso di abortire e c’è la sua amica, il cui punto di vista viene assunto dallo spettatore, che si è fatta carico di aiutarla, trovando il medico e la stanza d’albergo e occupandosi di quelli che potremmo definire i dettagli pratici della questione.

Il film è costruito su una narrazione molto asciutta, che mira all’essenzialità. Il tempo del racconto è limitato a una giornata. Gli ambienti, con una sola significativa eccezione, sono racchiusi quasi sempre nello squallore angusto di stanze o mezzi di trasporto. Il passato delle due ragazze, le ragioni di questa amicizia,

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7 giugno 2011

Obiezione di Coscienza: le interviste

di Komorebi

In questa puntata abbiamo ascoltato Elisabetta Canitano, ginecologa e presidentessa dell’associazione Vita di Donna e Giovanni Fattorini, medico ginecologo e presidente dell’Associazione Ginecologi Territoriali.

Elisabetta Canitano ci ha aiutate a capire come mai ci sono così tanti obiettori di coscienza in Italia; ci ha spiegato che l’obiezione di coscienza non può in nessun modo riguardare la cosiddetta pillola del giorno dopo, poichè essa non è considerata un farmaco abortivo; ha sottolineato inoltre come i farmacisti non possano fare obiezione di cscienza, ma siano sempre tenuti a fornire il medicinale prescritto dal medico e qualora facciano obiezione, ad esempio nei confronti della pillola del giorno dopo, la donna deve recarsi dalle forze dell’ordine a denunciare l’accaduto. Ha terminato infine spiegando che, nonostante l’elevato numero di obiettori di coscienza presenti nelle strutture pubbliche, nessun ospedale davanti all’obbligo di applicare la legge 194 può dire ad una donna di arrangiarsi: anche in questo caso la donna ha il diritto di ricorrere alla forza pubblica.

Giovanni Fattorini ci ha parlato in qualità di ginecolo e di cattolico della sua scelta di non essere obiettore, illustrando la sua visione sul delicato tema dell’interruzione volontaria di gravidanza e  spiegandoci le ragioni e le riflessioni che stanno dietro a questa scelta.

Vi invitiamo ad ascoltare le due  interviste scaricando la puntata “Obiezione e Obiettori di Coscienza” nella pagina “Ascolta le puntate”.

6 giugno 2011

Janis Joplin

di Komorebi

Per accomapgnare una puntata tosta abbiamo scelto una cantante altrettanto tosta: Janis Joplin, cantante statunitense, alla fine degli anni sessanta fu la voce dei  Big Brother and the Holding Company, e in seguito intraprese una carriera solista.

La sua voce era una voce rauca e sensuale al tempo stesso e a questa voce incredibilmente potente si affiancava una personalità sfrontata che ha cambiato il ruolo e l’immagine della donna nel mondo del rock: nonostante la sua estetica non fosse affatto aderente ai canoni di bellezza convenzionali, viene definita  “sex symbol” dal “The Village Voice”, grazie alla sua forte personalità e alla sua sensualità selvaggia.

Secondo la rivista americana Rolling Stone  Janis Joplin occupa la ventottesima posizione nella classifica del 2008 dei 100 cantanti più importanti di tutti i tempi.

5 giugno 2011

Obiezione: qualche dato e una domanda

di Komorebi

Secondo quanto si evince dalla Relazione del Ministro della Salute del 29 luglio 2009, negli ultimi anni l’obiezione di coscienza all’interno delle strutture pubbliche ha raggiunto percentuali decisamente preoccupanti.

Nel corso del tempo si è assistito ad un progressivo aumento del fenomeno fino ad arrivare ad un dato allarmante: nel 2007 la media italiana dei ginecologi obiettori di coscienza è stata del 70,5%, con punte che superano l’80% in regioni quali il Lazio (85,6%), la Basilicata (84.1%), la Campania (83.9%), la Sicilia (83.5%) e il Molise (82.8%). Ciò significa che una donna “autorizzata” ad interrompere la gravidanza, ha quattro possibilità su cinque di sentirsi rifiutare la prestazione a cui ha diritto.

Nonostante la legge sembri tutelarla, ricorrenti fatti di cronaca dimostrano che la realtà è ben diversa. Si arriva quindi al paradosso che, proprio all’interno della legge che dovrebbe garantire il diritto all’interruzione di gravidanza, più che la donna viene tutelato l’obiettore di coscienza: “Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non e’ tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione”. Il personale delle strutture pubbliche che si dichiari obiettore di coscienza può rifiutarsi di rendere il servizio, senza subire alcun tipo di sanzione.

Ma è giusto chiamare obiettori di coscienza persone che non si assumono in nessun modo la responsabilità della loro obiezione, facendola ricadere in tutto e per tutto sulle spalle della donne?

 

4 giugno 2011

Undicesima Puntata – Obiettori di Coscienza

di Komorebi

Nella puntata in onda lunedì 6 giugno parleremo di medici obiettori di coscienza rispetto alla legge 194/78 sull’interruzione di gravidanza.

Da una ricerca presentata nel 2009 dal Ministero della Sanità risulta che in Italia più del 70% dei medici e ausilari nelle strutture sanitarie pubbliche sia obiettore di coscienza, una situazione che rende un diritto teoricamente garantito per legge, lontano dall’essere tale nella pratica.
Quali i motivi di queste cifre? Ci si può dichiarare obiettori di coscienza anche nei confronti della cosiddetta “pillola del giorno dopo”? I farmacisti possono obiettare?
E’ corretto chiamare obiezione di coscienza un’azione le cui conseguenze non ricadono sull’obiettore, ma su un soggetto terzo – in questo caso la donna?

A queste ed altre domande cercheremo di dare risposta con l’aiuto di Elisabetta Canitano, ginecologa e presidentessa dell’associazione Vita di Donna.
Contribuirà inoltre alla nostra riflessione il presidente dell’Associazione Ginecologi Territoriali, Giovanni Fattorini, medico ginecologo, cattolico e NON obiettore.

Ritorna la rubrica “Cult“, questa settimana a cura di Lorenzo Biagini.
Janis Joplin accompagnerà con la sua voce roca e inconfondibile questa intensa puntata.

Buon ascolto!
Frequenze di Genere

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