“Il Cav. che resta in noi” – Bologna, domenica 4 dicembre.

di Komorebi

Riportiamo la bella inziativa del gruppo “Maschile plurale” che si terrà a Bologna, domenica 4 dicembre dalle ore 10 alle ore 18 in via Mentana, 2, presso la fondazione Gramsci Emilia – Romagna.

Ne abbiamo parlato con Gianluca Ricciato, in un’intervista che andrà in onda su Radio Città Fujiko giovedì 1 dicembre, alle ore 12.30 (e che succesivamente potrete trovare sul nostro blog, alla pagina “Ascolta le puntate”).

In attesa di sentire le parole di Gianluca, vi riportiamo le informazioni sull’incontro che potete trovare sul sito di Maschile Plurale:

Il Cav. che resta in noi
La crisi della politica come questione maschile
Fondazione Gramsci Emilia – Romagna, Via Mentana 2 Bologna
dalle ore 10,00 alle ore 18,00

Qualche spunto per un confronto
La parabola politica di Silvio Berlusconi ha evidenziato quanto profondo sia il nesso tra potere, autorità e sessualità maschile nel tempo in cui la struttura simbolica dominante del patriarcato è sempre di più messa in discussione.

Naturalmente si tratta di una questione generale, che non va rimossa ora che il Cavaliere sconta una sconfitta politica che parla della possibile fine di una lunga fase.

Quando per iniziativa di alcuni gruppi di donne il 13 febbraio scorso le piazze italiane si riempirono per protestare contro i comportamenti di Berlusconi, più uomini di quanto non si fosse mai verificato prima si sono sentiti in dovere di prendere la parola per una sorta di esame di coscienza pubblico, oltre che di partecipare alle manifestazioni.

Che ne è stato di quella voglia di autoriflessione, documentata in decine di interventi che abbiamo raccolto e che oggi riproponiamo? E’ stato un “fuoco di paglia”?

Ora che il Cav. appare dimezzato e al tramonto noi uomini non possiamo considerare ciò che è emerso come una semplice parentesi chiusa.

L’incontro intende verificare lo “stato dell’arte” della consapevolezza maschile sul nesso potere-sesso-autorità nel contesto di una crisi politica, economica e sociale che si avvita sempre di più su se stessa. Vorrebbe essere un punto di ripartenza, per valorizzare quanto sta emergendo nella modificazione dei comportamenti degli uomini sul terreno del potere e delle relazioni con l’altro sesso e le molteplici identità sessuali nella società, nella famiglia, nella politica e nell’economia.

Il punto di vista che vorremmo discutere è che non c’è soluzione reale alla crisi se non se ne vede la dimensione determinata dalla differenza sessuale.

Lo suggeriscono anche le elaborazioni del femminismo sul lavoro, inteso non più come universo diviso tra attività produttiva retribuita e lavoro di cura per la riproduzione della vita. Così come le tante esperienze concrete di nuova politica e nuova economia basate sulla qualità delle relazioni tra le persone e sul senso dei prodotti e dei servizi, in logiche non condizionate dal dominio del denaro in un mercato così come finora lo ha determinato il capitalismo.

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