Vogliamo anche le rose

di Komorebi

Cinzia Farina ha curato per noi la rubrica Cult di questa settimana, recensendo il documentario “Vogliamo anche le rose

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Alina Marazzi: Vogliamo anche le rose

Italia/Svizzera
2007 – 35 mm

 “Vogliamo anche le rose” è lo slogan femminista gridato negli anni ’70, ripreso da quello delle operaie tessili del Massachusetts. Il film è un tuffo intimo e inconsueto negli anni del risveglio femminile e femminista. Non un proclama di militanza, o una rievocazione nostalgica di quegli anni, ma uno scorcio di vita vera narrato con un collage di foto, diari, spezzoni di trasmissioni .

Le tre protagoniste seppur originarie di diverse regioni italiane, e di diversa estrazione sociale sono accomunate dalla stessa rivendicazione, ovvero quella di non riconoscersi più nella società maschilista, maritale e patriarcale che impone un modello di donna come moglie devota e obbediente e madre irreprensibile.

1967, Anita nel suo diario racconta le difficoltà di emancipazione dall’oppressione paterna di una ragazza milanese.

1975, Teresa, adolescente pugliese, sfoga l’orrore di un aborto clandestino scrivendo il suo diario.

1979, Valentina documenta sul suo diario l’esperienza di una femminista romana divisa tra amore e militanza.

La regista ci consegna un tempo di quasi un ventennio, costruendo la storia ricorrendo a solo materiale di repertorio. Fotografie, fotoromanzi, interviste, filmini di famiglia, programmi televisivi e pubblicità dell’epoca. Anni in cui le donne scoprirono che ci si poteva ribellare alle regole, ai costumi tradizionali, alle consuetudini ingiuste, rivendicare la propria sessualità, scendere in piazza. Situazioni forse meno lontane di quanto sembri .

“Questo film mi è sembrato necessario perché in Italia la cultura patriarcale e cattolica continua a dominarci, sia come autocensura che in modo diretto, pubblico e politico. Bisogna che le donne ricordino che solo dall’81 fu abolito il delitto d’onore, che solo nel ’96 la violenza sessuale fu riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale” ha dichiarato la Marazzi in occasione della presentazione del film al 60° Festival del Cinema di Locarno.

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