Ci vediamo a Sanremo?

di Komorebi

Riceviamo da Vita da Streghe la segnalazione di un  appello al Direttore Generale della RAI, Lorenza Lei, messo in rete da Associazionepulitzer.

L’appello, che pubblichiamo,  fa riferimento ad un servizio del TG1 andato in onda il 25 gennaio alle 20, intitolato “La donna dell’Ariston“.
Vi invitiamo caldamente a rivederlo qui e a soffermare l’attenzione su Gianni Morandi che aiuta Ivana Mrazova a mostrare il seno togliendosi la giacca, mentre Rocco Papaleo le fa dire “sono felice di aver conosciuto Rocco” e guardandola con sguardo a dir poco inquietante (tenendo conto che per l’età che ha potrebbe essere suo padre), si fa dare un bacio commentando “beh, è già ‘na cosa“.
Vi ricordiamo che questa dovrebbe essere la presentazione del trio che condurrà un Festival guardato da più di 10 milioni di persone, non il trailer di una commedia erotica all’italiana.
Il tutto finanziato con soldi pubblici.

Qui sotto il testo dell’appello,  qui la possibilità di firmare:

Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei,

Le scriviamo per il Suo ruolo istituzionale di Direttore generale dalla RAI ma, ancora prima e soprattutto, in qualità di Donna.

Il 25 gennaio 2012 al TG1 delle 20.00 è stato trasmesso un servizio giornalistico offensivo e umiliante nei confronti di tutte le donne italiane e dei cittadini che pagano il canone per ricevere un servizio pubblico. Stiamo parlando del servizio realizzato dal giornalista Vincenzo Mollica dal titolo “La donna dell’Ariston” nel quale Gianni Morandi e Rocco Papaleo presentano Ivana Mrazova, la valletta della prossima edizione del Festival di Sanremo. Nel vederlo – è inserito in calce alla presente – si renderà conto che si tratta non solo di un pessimo esempio di informazione televisiva, ma di un vero e proprio schiaffo alla dignità delle donne.
Come in un film che abbiamo già rivisto tante volte, e che siamo stanchi di vedere, la ragazza bella, giovane, straniera e inesperta, come una stupida bambolina viene rimbalzata tra i due uomini affermati, che le dicono che cosa deve fare e che cosa deve dire. Una bella marionetta senza testa che per muoversi e parlare ha bisogno di due abili burattinai che hanno tre volte la sua età.

Noi sottoscritti firmatari chiediamo, come “risarcimento di immagine”:

Che Lei prenda pubblicamente posizione contro questo umiliante servizio prodotto dalla sua azienda e che il TG1 delle 20.00 offra uno spazio adeguato ai giornalisti che lo hanno realizzato ed ai due conduttori per scusarsi pubblicamente con le donne italiane;

Che vengano immediatamente poste in essere tutte le iniziative necessarie perchè vengano rispettati standard giornalistici degni di un servizio pubblico, nel pieno rispetto dell’immagine e del ruolo della donna.
In mancanza, ferma la nostra azione presso tutti i media atta ad ottenere quanto sopra, annunciamo sin d’ora che ci attiveremo presso tutte le sedi competenti, inclusa la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, al fine di ottenere una adeguata risposta”

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2 commenti to “Ci vediamo a Sanremo?”

  1. Firmato, grazie. Che tristezza!
    Invitiamo caldamente anche a NON vedere il festival?

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    • Grazie a te Artemisia!
      Sicuramente smettere di vedere certi programmi aiuta a disintossicarsi e ci fa percepire meglio la gravità di situazioni come quella del servizio di cui sopra, ma il problema è che se non sei una famiglia auditel (http://it.wikipedia.org/wiki/Auditel#Come_funziona_l.27Auditel), il tuo “boicottaggio” non verrà rilevato ai fini dei dati utilizzati per stilare gli indici di gradimento.
      In altri siti e blog che hanno parlato dell’iniziativa, ci sono stati molti commenti che ritenevano miserabile quel servizio, ma in realtà ci sono stati anche diversi commenti che l’hanno definito “normale”, “divertente”, “simpatico” o “nulla di diverso da quello che si vede tutti i giorni”. Penso che sia necessario innanzitutto mantenere allenata la capacità di indignarci, di riconoscere quanta brutalità si nasconde dietro a immagini del genere. E poi appoggiare e diffondere il più possibile con il passaparola iniziative come questa.

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