Archive for febbraio, 2012

29 febbraio 2012

Curve – parte seconda

di Komorebi

Non perdete la seconda puntata dedicata alle curve!

Venerdì 2 marzo vi parleremo di “Pesami l’anima“, un documentario che indaga in maniera delicata ed emozionante il tema del rapporto con il proprio corpo. La regista Teresa Iaropoli ci racconterà i motivi e i desideri che hanno portato allo sviluppo di questo importante lavoro, in cui troviamo storie intime ed empatiche, sull’accettazione di sè e su come l’arte possa portare a riprendere il giusto contatto con il proprio corpo, esplorandolo, vivendolo, amandolo.
Quattro donne, quattro esempi vitali di una bellezza capace di alzare la testa di fronte a quell’unico canone a cui tutti i nostri corpi sembrano essere asserviti.

Ad accompagnarci musicalmente ci saranno i brani di Adele Laurie Blue Adkins… vi state chiedendo chi sia? E se vi dicessimo che si fa chiamare semplicemente  “Adele“? :)

Ne approfitteremo per segnalarvi alcuni interessanti appuntamenti in corso, un calendario ricco di eventi per tutti i gusti!

Vi ricordiamo infine che la prima puntata “Curvy” è disponibile qui.

Buon ascolto!

22 febbraio 2012

Caro Emerald

di Komorebi

Per la prima di queste puntate curvy, vi proponiamo Caro Emerald, una cantante olandese dalla voce sensuale e avvolgente.

Nata ad amsterdam nel 1981, esordisce nel 2009 con il famoso “Back it up”.

Caro ci offre brani dal ritmo trascinante, che in men che non si dica ci fanno ancheggiare sulla sedia, muovere il piede sotto il tavolo. Fa musica jazz, ma un jazz difficile da definire solo tale: arricchito di influenze swing e ska, questo mix ammaliante ha già conquistato mezza europa .

E ammaliante è tutta la persona di Caro, la sua voce, le sue curve, il suo modo di cantare, di muoversi sul palco: uno sguardo furbetto e ammiccante, unito ad uno stile retrò che ci piace molto, la rendono protagonista indiscussa di tutti i suoi video, compresi quelli in cui appaiono donne dalle gambe affusolate e dai corpi snelli, come nel brano “A night like this“.

Buon ascolto!

21 febbraio 2012

Curve

di Komorebi

Torniamo a parlare di bellezza femminile, anzi di bellezze, al plurale.
Perché nonostante in ogni pubblicità, servizio fotografico, passerella continuino a sbatterci  violentemente in faccia l’esistenza di un canone di bellezza ben preciso, solo e indiscutibile, noi vogliamo sgretolare la robustezza granitica di questo concetto unico per mostrare come la parola “bellezza” possa essere declinata in un’infinità di modi differenti.

Charlotte Brontë a metà dell’ Ottocento scriveva che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”: una frase semplice e perfetta, illuminante. Ma come fare se i nostri occhi sono stati avvelenati dalla ripetizione continua ed omologata di un modello di bellezza inesistente? Se la nostra mente intossicata non riesce a smettere di anelare ad un corpo che non ci appartiene?

Se anche voi presentate qualcuno di questi sintomi, niente paura! Qui a Frequenze di Genere abbiamo l’antidoto giusto per voi, ovvero assumere una massiccia dose della nostre prossime puntate sulla bellezza: la cura inizia questo venerdì 24 febbraio, dalle ore 13.30 alle 14, come sempre sulle frequenze di Radio Città Fujiko 103. 1 FM.  Sarà con noi Martina Liverani, blogger e curatrice della rubrica “Thinking Curvy” di Vogue Italia.
Ad accompagnarci, la voce avvolgente e il ritmo irresistibile di Caro Emerald.

Aspettiamo di conoscere i vostri effetti collaterali
Buon ascolto, bellezze :)

18 febbraio 2012

Femminicidio in Emilia Romagna: tre donne uccise in meno di tre mesi

di Komorebi

Riceviamo dal coordinamenteo dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna un comunicato che pubblichiamo.
Ricordiamo che dall’inizio del 2012  le donne uccise in Italia per mano di marito, compagno, ex o conoscente sono già VENTRITRE’

Venerdì 17 febbraio 2012

La 39enne Edyta uccisa dalle botte a Modena, indagato il compagno

TRE FEMICIDI IN MENO DI 50 GIORNI:
QUANTE DONNE DEVONO PERDERE LA VITA  SOLO PERCHE’ DONNE?

Ancora una volta una donna uccisa, ancora una volta per mano del suo
compagno: con l’uccisione della 39enne Edyta nella prima periferia di
Modena, avvenuta presumibilmente tra il 14 ed il 15 febbraio, l’Emilia
Romagna sale già a quota tre femicidi in meno di 50 giorni del 2012. Nel
2011 sono state 14 le donne uccise per violenze di genere.

E’ stato proprio lui, il convivente italiano 58enne, a dare l’allarme,
quando ha trovato la compagna 39enne di origini polacche Edyta morta in
casa, nuda sotto il letto dopo essere stata violentemente picchiata. Nel
giro di neanche 48 ore le indagini hanno portato però a concentrare
l’attenzione proprio su di lui, sospettato anche di aver fatto vivere la
compagna segregata in casa.

Ancora una volta si è parlato di «delitto passionale», ma anche questa
volta l’amore e la passione ben poco hanno a che vedere con questi tipi di
rapporti, che vedono le donne in condizione di sudditanza psicologica di
uomini che non ne sanno accettare l‘autonomia. Smettiamola di confondere
gelosia e violenza, chi non sa vivere a fianco della propria compagna nel
pieno rispetto della sua individualità non è dettato dall’amore ma dal
possesso.

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14 febbraio 2012

Notizie importanti

di Komorebi

In pochi giorni sono successe molte cose, troppe. Omicidi di donne, assoluzioni clamorose, infanticidi,  servizi del TG1 degradanti, stupri, dichiarazioni nauseabonde.
Fatti che, quando riportati, solitamente vengono relegati nei luoghi più nascosti dei quotidiani, per rimanerci pochissimo tempo.
Fatti che sembrano accidentali, scollegati tra loro, frutto di pazzie o devianze. Non è così: è la nostra “normalità” che li genera, la stessa che soprassiede su un servizio giornalistico aberrante, o che colpevolizza poi le vittime di stupro misurandone i centimetri delle gonne e che difficilmente condanna i colpevoli.

E’ ora di dare voce a queste notizie e di parlarne seriamente. Lo facciamo venerdì, come sempre dalle 13.30 alle 14, su Radio Città Fujiko.

8 febbraio 2012

Genere ed Educazione – 5° (ed ultima) puntata

di Komorebi

Carissim*

siamo arrivati al termine di questo ciclo dedicato all’educazione, in cui abbiamo raccontato come avviene l’addestramento ai ruoli maschile e femminile, confermando che femmine e maschi si nasce, ma donne e uomini si diventa.
Molti sono stati gli esempi rispetto a tutti quei gesti e quelle pratiche ritenute ovvie, normali, innocenti, come la scelta dell’abbigliamento e dei giocattoli, che ripetute giorno dopo giorno costruiscono gabbie intorno a bambini e bambine, limitando lo sviluppo della loro personalità, del loro carattere, dei loro interessi e, di conseguenza, le loro possibilità di realizzazione.

  Concluderemo il discorso parlando di due libri molto importanti per il tema in questione: il primo, “Dalla parte delle bambine“, è stato scritto nel 1973 da Elena Gianini Belotti,  che già 40 anni fa raccontava  come, fin dai primissimi anni di vita di bambini e bambine, gli adulti agissero in maniera tale da renderli/e conformi a ciò che si riteneva essere socialmente giusto, adatto e auspicabile per il loro sesso.
 “Ancora dalla parte delle bambine” è il titolo del secondo libro, scritto nel 2007 da Loredana Lipperini, a cui abbiamo chiesto quale sia oggi la situazione delle bambine italiane, in un’intervista che ha toccato temi fondamentali quali la rigenderizzazione, l’attivismo sul web, l’educazione sessuale, l’enorme problema degli obiettori di coscienza e la figura della madre sacrificale, tanto invocata  in questo particolare momento di crisi economica.

Ci accompagneranno i brani di Joan Baez, scelti per noi dalla nostra ascoltatrice Stefania.

Vi aspettiamo venerdì 10 febbraio, dalle 13.30 alle 14, sempre su Radio Città Fujiko.
Buon ascolto!

7 febbraio 2012

A voi

di Komorebi

A voi che vi siete prodigati tanto in questi giorni nel puntualizzare quanto errate fossero state le nostre analisi del pronunciamento della Cassazione sulle misure cautelari per gli accusati di stupro di gruppo; a voi che avete definito il nostro  allarmismo “inutile”, che avete fatto sentire la vostra voce solo per accusarci di giustizialismo, invece di provare ad andare al di là dei fraintendimenti e cercare di comprendere i motivi reali di questa improvvisa paura, della nostra delusione , del sentimento di offesa e disgusto diffusi… a tutti voi voglio raccontare una storia, quella di Emlou Arvesu.

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3 febbraio 2012

Joanna Newsom

di sciul

Joanna Newsom è una cantautrice e arpista statunitense, nata in California nel 1982, che possiamo dire far parte del panorama musicale indie internazionale, anche se il suo stile piuttosto curioso è stato definito psichedelic folk. Questo perchè, questa formidabile artista, riesce a mettere insieme allo stesso tempo sonorità del folk irlandese con trovate ritmiche pop ed atmosfere colte e classicheggianti. Il tutto grazie anche all’utilizzo dell’arpa classica, che Joanna suona come se fosse una Kora, strumento a corde proveniente dall’Africa occidentale.

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3 febbraio 2012

Quanto è grave uno stupro?

di Komorebi

Ci offende profondamente la decisione della Corte di Cassazione a proposito dello stupro di gruppo, in cui “il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma può applicare misure cautelari alternative”.

Sappiamo che parlare di carcerazione preventiva fa scivolare il dibattito sul contrasto tra una detenzione che avviene prima del giusto processo e un sistema giudiziario che dovrebbe tutelare ambo le parti, fino alla sentenza.

Sappiamo anche, però, che la carcerzione preventiva è ritenuta misura cautelare irrinunciabile  in situazioni che la giurisprudenza ha ritenuto essere di particolare gravità, come i reati che concernono la criminalità organizzata e mafiosa:  si collega dunque il carcere preventivo obbligatorio al livello di gravità dell’atto criminoso commesso.

Per questo chiediamo: quanto è grave uno stupro di gruppo nella scala di valori del nostro sistema giudiziaro?

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1 febbraio 2012

La conquista dell’educazione da parte delle donne

di Komorebi

Vi aspettiamo venerdì 3 febbraio con la 4° puntata del ciclo “Genere ed Educazione“.
Nelle scorse puntate, grazie alla collaborazione del Csge, vi abbiamo raccontato in che modo, quando ci relazioniamo con  bebè, bambini e bambine e adolescenti , il genere influenzi profondamente il modo in cui ci rapportiamo a loro e questo fa si che, senza esserne consapevoli, impartiamo un’educazione differente a seconda del sesso.

Nella puntata di questo venerdì Mirella D’Ascenzo ci racconterà come è avvenuta la conquista dell’educazione da parte delle donne, con un excursus storico che arriverà fino ai giorni nostri, in cui l’elevatissima percentuale di donne insegnanti all’interno della scuola non ha significato garanzia di educazione paritaria,  libera dagli stereotipi di genere che condizionano la vita di ognuna di noi e le nostra possibilità di realizzazione.

Ci accompagneranno le sonorità arpeggianti e la voce squillante di Joanna Newsom.

Vi invitiamo a farci conoscere le vostre impressioni su questo ciclo di puntate, a condividere con noi riflessioni, esperienze e buone pratiche.

Buon ascolto!

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