A voi

di Komorebi

A voi che vi siete prodigati tanto in questi giorni nel puntualizzare quanto errate fossero state le nostre analisi del pronunciamento della Cassazione sulle misure cautelari per gli accusati di stupro di gruppo; a voi che avete definito il nostro  allarmismo “inutile”, che avete fatto sentire la vostra voce solo per accusarci di giustizialismo, invece di provare ad andare al di là dei fraintendimenti e cercare di comprendere i motivi reali di questa improvvisa paura, della nostra delusione , del sentimento di offesa e disgusto diffusi… a tutti voi voglio raccontare una storia, quella di Emlou Arvesu.

E’ una storia terribile, che riguarda ogni donna, perchè Emolu è morta per la sola ragione di essere donna. Il caso ha scelto lei, che si trovava a passare su un marciapiede di Milano, senza sapere che di lì a poco si sarebbe imbattuta in Olef Fedchenko, giovane pugile pieno di rabbia che un istante prima era uscito di casa affermando di voler uccidere la prima donna che avrebbe incontrato.
In un pomeriggio di agosto del 2010 Emlou Arvesu è morta, uccisa da una raffica di pugni che non si è fermata nemmeno quando è caduta a terra.

Si è concluso il processo.  Il verdetto: assoluzione, Fedchenko non è colpevole. “L’uomo era incapace di intendere e di volere al momento del fatto, poiché soffre di una forma di schizofrenia”.  Se la caverà con cinque anni di ospedale psichiatrico giudiziario. Quelli disposti dalle misure cautelari preventive sono gli unici mesi  di carcere che ha fatto. E dovremmo anche dispiacercene, perchè se è stato assolto, secondo la legge (e il gran parlare di questi giorni), ci troviamo davanti al caso di qualcuno che quei mesi di carcere se li è fatti ingiustamente.

Ingiustamente…

Emolu è morta perchè donna. Per nessun altro motivo. Perchè è per questo che veniamo uccise, principalmente: per il semplice fatto di essere donne. Anche in questo caso, le parole “raptus momentaneo”, “impazzito per amore” accostate all’uccisione di una donna ci offendono e ci fanno dubitare fortemente che  giustizia sia stata fatta.
Provateci un minimo, sforzatevi di capire, i motivi profondi per cui certe sentenze e pronunciazioni ci preoccupano.

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