Curve

di Komorebi

Torniamo a parlare di bellezza femminile, anzi di bellezze, al plurale.
Perché nonostante in ogni pubblicità, servizio fotografico, passerella continuino a sbatterci  violentemente in faccia l’esistenza di un canone di bellezza ben preciso, solo e indiscutibile, noi vogliamo sgretolare la robustezza granitica di questo concetto unico per mostrare come la parola “bellezza” possa essere declinata in un’infinità di modi differenti.

Charlotte Brontë a metà dell’ Ottocento scriveva che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”: una frase semplice e perfetta, illuminante. Ma come fare se i nostri occhi sono stati avvelenati dalla ripetizione continua ed omologata di un modello di bellezza inesistente? Se la nostra mente intossicata non riesce a smettere di anelare ad un corpo che non ci appartiene?

Se anche voi presentate qualcuno di questi sintomi, niente paura! Qui a Frequenze di Genere abbiamo l’antidoto giusto per voi, ovvero assumere una massiccia dose della nostre prossime puntate sulla bellezza: la cura inizia questo venerdì 24 febbraio, dalle ore 13.30 alle 14, come sempre sulle frequenze di Radio Città Fujiko 103. 1 FM.  Sarà con noi Martina Liverani, blogger e curatrice della rubrica “Thinking Curvy” di Vogue Italia.
Ad accompagnarci, la voce avvolgente e il ritmo irresistibile di Caro Emerald.

Aspettiamo di conoscere i vostri effetti collaterali
Buon ascolto, bellezze :)

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3 commenti to “Curve”

  1. Curvy a chi? Salve, ho sentito solo oggi la vostra puntata (come sapete vi sento in podcast).
    Francamente la donna Curvy-Hungry-Foody non mi ha convinto granchè. Più che d’accordo sul non inseguire il modello tendente all’anoressico imposto dalla pubblicità. Sacrosanto rivendicare le ciccie che tutte le donne normali, quelle vere, non ritoccate con Photoshop, hanno. Però di qui a dire “grasso è bello” ci corre. Grasso purtroppo non è sano. Io sono per la sobrietà anche nel cibo. Sono troppo puritana?
    Può essere ma intanto cerco di mantenermi la mia taglia 44 non tanto per essere attraente quanto per tener d’occhio trigliceridi e colesterolo. Capisco che siete giovani e che ancora non ci pensiate.
    Grazie per i vostri interessanti stimoli di riflessione!
    Un abbraccio.

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    • cara Artemisia,
      non credo sia questione di puritanesimo, perchè è vero che un corpo “in linea”, allenato, snodato, è un corpo sano. In un mondo ideale e perfetto, non ci sarebbe bisogno nemmeno di estenuanti sedute di ginnastica per mantenersi in forma, perchè sarebbe sufficiente cibarsi in proporzione a quanto il nostro corpo consuma, ovvero, per la vita della maggior parte di noi, pochissimo. Ma basta guardarsi intorno per avere la conferma che evidentemente, la questione non è così semplice: le palestre sono piene di persone che pagano per fare fatica, molte di queste poi per andare a fare la spesa usano la macchina e invece di fare le scale prendono l’ascensore; e poi siamo così sicure che quella pancia cicciotta, la coscia abbondante, il viso rubicondo siano sintomi di livelli di colesterolo preoccupanti? Non sempre è così, molte persone “curvy” che conosco hanno esami del sangue perfetti. Certo non si puo’ generalizzare, ma il senso di queste puntate è quello di ragionare sull’accettazione di sè, sul volersi bene, che certo significa amare il proprio corpo e impegnarsi a mantenerlo sano, ma penso significhi anche accettarsi per quello che si è: se non si ha abbastanza tempo, voglia, o volontà per perdere i chili di troppo, per rientrare in quei jeans, che senso ha vivere continuamente una vita di frustrazione nell’aspirare a qualcosa che non si puo’, vuole, riesce ad essere?

      E parlando di donne piu’ che curvy, diciamolo pure, di donne obese, certamente sarebbe meglio per la loro salute che perdessero qualche chilo, ma spessissimo queste donne ci hanno provato tanto, troppo, hanno perso peso e poi l’hanno ripreso, ogni volta restando deluse, ogni volta vedendosi meno belle. E questo incide moltissimo sull’autostima, sulla percezione di sè, sul modo di vivere la propria vita. Allora io dico: puo’ darsi che un corpo asciutto sia sintomo di salute, ma questo non deve far sì che la bellezza faccia rima solo con magrezza. Preferisco una donna che viva gioiosa i suoi molti kg di troppo, piuttosto di una frustrata dal peso, che si sente brutta e vive male la propria vita emotiva, sociale, relazionale.

      Se ti va, cerca qualche altra foto di Caro Emerald: è decisamente curvy. La definiresti brutta? Io la trovo bellissima, dotata di grande fascino. Sai che in alcuni articoli in cui recensivano i suoi concerti non hanno potuto fare a meno di infilare aggettivi come “prosperosa” o “olandesotta”, addirittura “abbondante ma sensuale” (e sottolineo il “ma”)? Questo secondo me deve farci drizzare le orecchie: cosa c’entra il suo peso, la sua forma fisica, con le sue indiscutibili qualità artistiche? Perchè di Elton John non si dice che è un inglesotto tarchiatello? Se grasso non è sano, dovrebbe non esserlo per entrambi i sessi, ma perchè solo alle donne si punta il dito contro per evidenziare i kg di troppo? E non solo quando sono donne di spettacolo, pensiamo ad esempio a quanto l’aderenza o lontananza dalla bellezza standard occupi spazio in articoli che riguardano donne che fanno politica.
      Qualcosa non torna…

      Il tuo discorso è condivisibile, ma il problema è che l’importanza data alla bellezza oggi – o meglio, ciò che si ritiene essere la bellezza – non ha nulla a che fare con la salute. Per una donna aderire al modello unico propinato significa trovare lavoro piu’ facilmente, avere piu’ successo, essere trattata “meglio” dalla società, vedersi concessi dei favori, al di là delle sue qualità, delle sue capacità per un certo posto di lavoro, della sua bravura in un determinato ambito . E se questo è il messaggio che passa, non possiamo sorprenderi di tutte quelle ragazze o donne che puntano sulla bellezza prima di tutto, sopra a tutto, con enormi sacrifici ( e a volte pagando prezzi molto alti, e non solo economici…). La bellezza non è una sola, se riuscissimo a vedere quante bellezze esistono, forse potremmo impiegare il nostro tempo in questioni piu’ importanti dell’oscillazione dell’ ago della bilancia e vivereci piu’ serenamente, per quello che siamo.

      Come dice Naomi Wolf “la dieta è il più potente sedativo politico delle donne:una popolazione con una così tranquilla ossessione è una popolazione facilmente manipolabile”

      Grazie davvero per questo scambio di opinioni!

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  2. Grazie, Mari, per l’ampia risposta. Provo a pensare alle donne che frequento, alle mie amiche, alle mie colleghe e devo dire che tutta questa ossessione per l’aspetto fisico non la scorgo. C’è chi si cura di più e chi si lascia un po’ andare. Ma per noi cinquantenni i problemi sono altri (la stanchezza, il ritmo di vita frenetico, i soldi che non bastano, i figli, gli accacchi che si fanno sentire,ecc.).
    Eh sì, sento proprio il gap generazionale.
    Sul fatto che gli uomini si possono permettere di avere il ventre prominente senza perdere in appeal, hai proprio ragione. Anche a me questo non va proprio giù.
    A presto.

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