Scambio posto

di Komorebi

Complice il caldo, viene voglia di trattare certi argomenti con un po’ d’ironia.

Taglienti e geniali, queste foto mostrano in maniera lampante quanto ridicole e innaturali siano le pose assunte generalmente dalle donne nella maggior parte dei servizi fotografici. Le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, siamo assuefatti forse, tanto da trovarle quasi normali, da non farci più caso. E’ sufficiente però scambiarsi i ruoli perchè l’assurdità quotidiana si mostri in tutta la sua insensatezza. (Fonte qui, dove potete trovare anche il resto delle immagini…)

Allora, pensavo, si potrebbe applicare questo modus operandi a molte altre situazioni, chissà che mettendosi nei panni delle altre, non si capiscano meglio le cose.

Come sarebbe se, ad esempio, un bel mattino aprissimo i giornali e vedessimo foto e articoli che parlano ininterrottamente delle gambe del nostro Ministro dell’Economia (che attualmente è Mario Monti) e delle sue scelte in materia di abbigliamento? Eppure se lo fanno con un ministro dell’economia donna, è una cosa normale.

E sempre restando in ambito politico, e sempre parlando di giornali, se trovassimo in prima pagina a caratteri cubitali offese sull’aspetto fisico di un qualsiasi capo di governo di uno Stato estero, appellandolo con frasi del tipo “Ciao vecchiaccio” o ” Così impari pelato che non sei altro”? Cosa penseremmo di quel giornale? Si creerebbe un incidente diplomatico? Sicuramente qualcuno sarebbe obbligato a chiedere scusa. Certo. Purchè il capo di governo in questione non sia una donna, allora tutto è permesso.

E se, ad un uomo, durante un colloquio di lavoro, venissero fatte firmare delle dimissioni in bianco da utilizzare nel caso diventasse papà? Se una volta tornato sul posto di lavoro dopo il congedo parentale, trovasse la sua scrivania occupata e lo mettessereo a fare fotocopie, nonostante il suo diploma alla London Schools of Economics?
Oppure se, durante una riunione aziendale, il suo capo gli dicesse “Senti Rossi , la mia macchina fa un rumore strano, queste sono le chiavi, apri il cofano e vedi se ci puoi fare qualcosa. Ah, e già che ci sei, rabbocca l’olio…”
State storgendo il naso? Eppure per molti è normale esigere che la segretaria o l’assistente prepari il caffè o dia una sistemata all’ufficio o alla sala mensa.

Vi immaginate se, per convincerci a comprare un disincrostante per il water, usassero un uomo-oggetto?
Eppure il corpo femminile viene usato continuamente nelle pubblicità, anche quando i prodotti reclamizzati non c’entrano nulla con il corpo della donna.
E, in generale, il corpo è eroticizzato e tutta la pubblicità viene pervasa di erotismo, anche quando il prodotto in questione non necessariamente ha a che fare con l’ambito erotico.

Che dite?

Vi vengono in mente altre suggestioni?

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