Ani Difranco

di sciul

L’ artista che vi presentiamo questa settimana è Ani Difranco, prolifica cantautrice statunitense, e più precisamente di Buffalo. Nata nel 1970, la sua carriera nel mondo della musica è veramente precoce, pensate che inizia ad esibirsi all’ età di 9 anni con la sua insegnante di chitarra, suonando cover dei Beatles in piccoli locali. All’età di 15 anni decide di andare a vivere da sola mantenendosi dai proventi delle proprie performances musicali e nell’ 89 all’ età di 18 anni fonda la propria casa discografica, la “Righteous Babe Records”. Quando pubblica il suo primo album omonimo nel 1990 il materiale di brani da cui pescare per la selezione nel disco, è immenso. Non si fermerà e ininterrottamente pubblicherà quasi un album all’ anno (in alcuni casi più di uno all’ anno) fino al disco uscito quest’anno  “¿Which Side Are You On?”.
Quest’artista ci interessa particolarmente in questa seconda puntata di novembre, che ricordiamo fa parte del ciclo sulla violenza di genere, perché Ani è una vera e propria militante femminista che nei suoi testi non manca di denunciare sessismo, razzismo, abuso sessuale, omofobia, con uno stile tutto particolare che ricorda il blues, con echi di folk cantautorale, pop rock, e una voce graffiante e rabbiosa, ma che sa essere molto profonda e coinvolgente, dimostrandosi un vero e proprio animale da palcoscenico.

Tra i brani che toccano il tema della violenza sulle donne abbiamo selezionato:

Out of range: che parla di una donna che decide di scappare da una relazione fatta di violenza e abusi
The story: che tratta il tema delle molestie ricevute dalle donne per strada, anche questa una forma di violenza molto grave, che comunemente si tende a sottovalutare:
In Fixing Her Air: invece emerge molto bene il legame morboso che si può creare in una coppia e il sistema di sensi di colpa che si innesca, ad esempio facendo pesare alla propria partner di non essere “abbastanza bella”;
Gratitude: che parla del rifiuto di una donna a delle avances e del successivo stupro che segue a questo rifiuto:
Letter to a John: si riferisce ad un abuso su minori e alle conseguenza che questo ha nella sua vita di persona adulta.

Buon ascolto!

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