Pearl Jam

di sciul

 

Questa settimana abbiamo scelto per voi il sound grunge e roccheggiante dei Pearl Jam, band storica rappresentatnte del “Seattle Sound”, corrente musicale di tutto rispetto che si sviluppa appunto nella zona di Seattle verso la fine degli anni ’80, inizio ‘90. I Pearl Jam assieme ad altre band quali Screaming Trees, Nirvana, Alice in Chains, Soundgarden, Smashing Pumpkins, sono tra i maggiori esponenti di questo movimento, e forse i più acclamati.  Eddie Vedder, carismatico leader e frontman della band è autore di maggior parte dei testi, molti dei quali autobiografici. L’ album d’esordio, “Ten” è un vero e proprio successo che solo negli stati uniti venderà 12 milioni di copie, il primo dal nome profetico, di 10 album che si susseguiranno, fino a “Backspacer”, l’ultimo, del 2009 e successivi progetti di Vedder anche come solista.

Abbiamo scelto i Pearl Jam in primis perché nella loro carriera, si sono posti sempre come antagonisti di un sistema, di una società, quella in particolare americana, all’interno della quale sono nati e cresciuti, dimostrando anche un forte attivismo e una grande attenzione nei confronti del sociale e del politico, avvalendosi di canzoni fortemente di protesta rispetto allo stile di vita in particolare rispetto all’uomo medio americano ( con “Do the evolution” e ancora prima “White Male American”), rispetto al governo Bush (“Bu$hleaguer” che troviamo in “Riot Act”), e non sono mai stati indifferenti neanche a tematiche legate al genere e alla violenza sulle donne. Quest’oggi vi proporremo alcuni brani che trattano proprio queste tematiche, in particolare “Better Men” che affronta il tema della difficoltà di una donna di uscire da una relazione di violenza; “Deep” e “Daughter” che parlano di abusi e stupri avvenuti su donne; “Alive” che parla di violenza su minori. Degna di menzione anche una delle tante campagne portate avanti dalla band fin dal 1992, quella “Pro-Choice” sul diritto delle donne alla libera scelta rispetto alla propria fertilità. In particolare all’ MTV Unplugged del ’92 il cantante sfoggiò sul proprio braccio la scritta “Pro-Choice” proprio come segno di protesta.

I Pearl Jam hanno sempre utilizzato  la propria arte per veicolare messaggi che sensibilizzassero e informassero il pubblico su una serie di tematiche veramente molto pregnanti. Rispetto al tema della violenza sulle donne la loro ad oggi resta una delle poche voci di uomini che si sono esposte rispetto a questo tema, per questo diciamo che si sono meritati di essere messi in scaletta in una puntata importante come questa, la terza ed ultima sul ciclo della violenza contro le donne.

Buon ascolto!

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