Prima puntata con le ragazze di “Non Si tratta” on line!

di Komorebi

Ecco a voi la prima puntata del ciclo che abbiamo ideato insieme alle ragazze di “Non Si Tratta”. Ascoltatela e rispondete al nostro sondaggio!

1 – “Avete mai venduto o pensato di vendere del sesso (anche solo virtualmente)? Perchè?”

2 – “Pensate che il commercio del sesso dovrebbe essere legalizzato?”

Potete rispondere lasciando un commento sul nostro blog, o sulla nostra pagina facebook, oppure scrivendo alla nostra mail frequenzedigenere@gmail.com.

Fateci sentire la vostra opinione!

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5 commenti to “Prima puntata con le ragazze di “Non Si tratta” on line!”

  1. Pubblichiamo alcuni contributi arrivati allindirizo delle ragazze di Non Si Tratta

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    1 – “Avete mai venduto o pensato di vendere del sesso (anche solo virtualmente)? Perchè?”

    Beh si io c’ho pensato…mentre cerco un lavoro di merda tra un lavoro precario e l’altro e vedo le olgettine e meteorine in tv e dintorni con la faccia così rilassata…mi chiedo…ma che cosa sto sbagliando?

    2 – “Pensate che il commercio del sesso dovrebbe essere legalizzato?”

    penso che ciascun* dovrebbe essere ‘liber*’ di autodeterminarsi – mente e corpo…
    e che il vero problema sono piuttosto tutti questi tutori e controllori e leggi che vorrebbero dirci con chi come quando e perchè è ‘legale’ fare sesso…legiferano da un lato, e infrangono e ci molestano dall’altro…quanta ipocrisia, e quanta violenza che prolifera all’ombra sua….

    Anonima
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    1) Avete mai pensato di vendere del sesso, anche solo virtualmente?

    No

    2) Pensate che il commercio del sesso debba essere legalizzato?

    Credo che in una situazione di forte controllo e precisa regolamentazione la legalizzazione del commercio del sesso scoraggerebbe in maniera molto rilevante i fenomeni di racket di prostituzione e di delinquenza legata ad esso

    Riccardo
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    Ho pensato di vendermi per esigenze economiche, ma la cosa mi ha sempre molto spaventato e per fortuna non ne ho mai avuto bisogno.

    No, non credo che il commercio del sesso dovrebbe essere legalizzato perchè non lo ritengo un lavoro.

    Lisa
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  2. 1 – “Avete mai venduto o pensato di vendere del sesso (anche solo virtualmente)? Perchè?”

    Certo! Non solo virtualmente, anzi, direi solo dal vivo. Perché? Mi sembrava una cosa facile, un guadagno veloce, qualcosa che sarei stata in grado di gestire, qualcosa che mi avrebbe fatta sentire potente. Un lavoro. Una indipendenza economica rapida. Un lavoro che mi avrebbe permesso di scrutarmi dentro e di scrutare dentro alle persone, non solo agli uomini. Un lavoro che mi avrebbe dato soddisfazione economica e spazio per coltivare altri interessi.

    2 – “Pensate che il commercio del sesso dovrebbe essere legalizzato?”

    Assolutamente sì. Significherebbe riconoscere la prostituzione come un lavoro a livello sociale, economico e sanitario. Significherebbe che chi sceglie di fare “la vita” avrebbe uno status socio-economico di lavoratore/lavoratrice a tutti gli effetti. Significa dare dignità di persone a chi sceglie questa professione. Relegare all’illegalità la prostituzione significa

    1) rendere insicura, poiché non tutelata, la vita di queste persone,

    2) non voler vedere e voler additare come immorale un fenomeno sociale molto diffuso.

    3) avallare fenomeni di violenza nei confronti delle prostitute/trans/gigolò e dare linfa e spazio al racket

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  3. 1 – “Avete mai venduto o pensato di vendere del sesso (anche solo virtualmente)? Perchè?”

    No, nessuno dovrebbe mai pagare per fare sesso con me né io ho mai avuto intenzione di scambiare me stesso con del denaro, non credo che sarebbe uno scambio alla pari. Ciò che ci si scambia con il sesso non è valutabile in termini di soldi, per come la vedo io.

    2 – “Pensate che il commercio del sesso dovrebbe essere legalizzato?”

    Non credo che legalizzare il commercio del sesso servirebbe a molto. Forse a ridurre i margini di profitto e di azione della criminalità, ma anche questo resta tutto da vedere, visto che le stesse istituzioni che dovrebbero garantire la legalità non sono esenti da frequentazioni criminali… E comunque, anche in una prospettiva di “riduzione del danno” la legalizzazione non risolverebbe i problemi delle persone legati al sesso. Penso invece che questi si ridurrebbero di molto se nella società il sesso diventasse finalmente qualcosa di normale, non peccato, desiderio frustrato, cosa poco conosciuta, esperienza legata a sensi di colpa, a manie di grandezza, e, soprattutto, se smettesse di essere una merce di scambio.

    Daniele

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  4. Dalla nostra mail:

    1) no, non ho mai pensato di vendere del sesso, sia perchè penso che non sarei competitivo sul mercato, che perchè non ho mai concepito la mia sessualità come una merce che possa avere un prezzo o che comunque possa essere commercializzata.
    2) si, credo che la commercializzazione del sesso debba essere regolamentata; penso infatti che la scelta di vendere le proprie prestazioni sessuali sia una opzione che appartiene alla sfera decisionale dei singoli e che lo stato non la possa vietare (come di fatto non è vietata attualmente); dunque, in un contesto come questo, ritengo sia preferibile l’esistenza di norme che consentano a chi decide di dedicarsi a questa attività di poterla svolgere in un contesto di tutele e regole, sia per la tutela della sua persona che per la tutela della collettività (dal punto di vista della salute pubblica e da quello della fiscalità); non intervenire in questo settore costituisce un evidente conseguenza della mentalità clericale e bigotta della nostra società (e, a cascata, della nostra classe dirigente… anche se quest’ultima a volte è più bigotta e conservatrice della società che vorrebbe o dovrebbe rappresentare).
    Giurista77
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    1) No non homai pensato di vendere sesso anche nella sua forma virtuale

    2) Sì, sono dell’opinione che il sesso, tra adulti consenzienti e in cui la parte “in mostra” / “in commercio” è consapevole di questo scambio, debba essere legalizzato e che i soggetti in questione debbano essere , su loro richiesta, tutelati
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    1) no, non ho mai pensato di farlo, in nessuna forma
    2) credo che in un mondo ideale non ci si dovrebbe porre nemmeno questo quesito, credo che la commercializzazione del sesso sia un grande male, inteso come fenomeno di massa. La commercializzazione del sesso non è solo la prostituzione in senso lato, siamo ogni giorno circondati da esempi di commercializzazione del sesso mediatico che influenza la nostra vita sin dalla pre-adolescenza (vedi video/trofeo nelle scuole ad esempio, o il favoloso mondo delle veline e delle donne immagine che scambiano sesso per lavoro). Credo che la commercializzazione del sesso sia già largamente accettata socialmente e non vedo perciò perché non dovrebbe essere anche legalizzata, anche se tutto ciò dovrebbe seriamente farci riflettere sul nostro mondo.
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    1) sì, una volta mi è capitato di pensare virtualmente di vendere del sesso…e ne sono rimasta inorridita: ero davvero in difficoltà economica in quel periodo e ho pensato che forse potevo usare anche quella strategia, sono rimasta inorridita di come avessi potuto pensare una cosa del genere, di come, in un mondo maschilista come quello in cui viviamo molte ragazze siano costrette alla prostituzione, per denaro o per situazioni sociali ancora più abberranti

    2) In un mondo neanche troppo “ideale” quanto profondamente umano, la sessualità è una dimensione talmente intima dell’individuo, legata alla sua vita espressiva e sentimentale naturale, che non si dovrebbe neanche porre il problema di una eventuale commercializzazione. Tuttavia credo che mantenere la commercializzazione del sesso in una dimensione di illegalità favorisca fenomeni come la tratta e la violenza sulle donne, bambini e adolescenti. Legalizzare, potrebbe permettere alle istituzioni di controllare il fenomeno, offrendo servizi a coloro che si trovano in questa dimensione. I soldi raccolti dalla tassazione potrebbero essere immediatamente reinvestiti per creare valore: sistemi d’educazione alla sessualità, servizi sanitari, sociali e sostegno a chi vive in questa dimensione.
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  5. Scusate: arrivo sempre in ritardo.

    1) No

    2) No. Sono stufa di sentir dire che “è il mestiere più antico del mondo”, che per gli uomini il sesso è una necessità, ecc. Interessante a questo propostito il libro di Paola Tabet “La grande beffa. Sessualità delle donne e scambio sessuo-economico” dove l’etnologa cerca di spiegare che lo scambio sessuo-economico è da sempre quasi esclusivamente a senso unico in quanto le donne sono state da sempre escluse dalle risorse e nello stesso tempo la loro sessualità da sempre repressa.

    Adesso mi scarico le vostre puntate. Grazie!

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