Regina Spektor

di sciul
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L’artista che vi proponiamo questa settimana è Regina Spektor. Di origini russe, nata a Mosca nel 1980, ma naturalizzata americana, nella sua opera è fortissima l’influenza della sua formazione musicale classica europea. Figlia di una coppia di musicisti, Regina familiarizza fin da piccolissima con il pianoforte, che in tanti dei suoi brani sembra essere quasi un’estensione del suo corpo e della sua voce. A sedici anni scopre di avere un talento per la composizione delle canzoni e l’influenza di cantautrici come Fiona Apple, Tori Amos, Ani Di Franco (molte delle quali vi abbiamo presentato nelle scorse puntate), si sente molto forte in tutti i suoi brani. Il suo stile è caratterizzato da una grande autoironia e desiderio di sovvertire stili musicali, dal jazz alla musica classica, al folk russo. Di queste musicalità Regina dimostra di avere una padronanza tale da permetterle di farle a pezzi e ricostruirle a modo suo, utilizzando tantissimo la voce e le corde vocali come se fossero uno strumento, attraverso anche gorgoglii, allitterazioni e onomatopee nella creazione di suoni e ritmi. Anche i testi dei brani raccontano storie di personaggi inventati e fantastici, e sono ricchi di allusioni letterarie come a Virginia Woolf, Hemingway e Shakespeare; molti di questi sono cantati in inglese, ma con incursioni di russo, francese, latino.
I suoi primi due album, autoprodotti, sono “11:11” del 2001 e “Songs” del 2002, che insieme a “Soviet Kitsch” del 2004, a mio parere un vero e proprio gioiello di ecletticità, fanno emergere il vero stile e tutta l’originalità di Regina Spektor, in cui si fondono un’aura classica, che deriva dalla sua formazione, ad uno stile più weird e anti-musicale che gioca con suoni meno convenzionali. Seguiranno altri 3 album, di cui l’ultimo dello scorso anno “What we saw from the cheap seats”, ai quali si aggiungono incursioni elettroniche e atmosfere più pop e anche più commerciali, in cui ,sempre a mio parere, Regina Spektor perde un po’ quella vena ribelle che l’aveva caratterizzata, uniformandosi maggiormente forse alle richieste del mercato. E voi cosa ne pensate? Vi invitiamo all’ascolto della discografia di questa grande artista e vi auguriamo buon ascolto!

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