Mailbombing contro l’Obiezione di coscienza

di Komorebi

2013-03-17 16.38.13

Giovedì 21 marzo a San Giorgio di Piano (BO) si terrà un incontro pubblico del movimento “Scienza e vita”. Per chi non lo conoscesse questo movimento (cattolico) è lo stesso che si è adoperato ai tempi del referendum sulla legge sulla fecondazione assistita affinchè il testo rimanesse la barbarie che era (e che tutt’ora è), ma in particolare sostengono e diffondono l’obiezione di coscienza in campo medico, soprattutto per quanto riguarda la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza: in Italia sta diventando impossibile interrompere una gravidanza, a causa di medici e personale sanitario composto al 70% di obiettori, in alcune regioni si arriva addirittura all’ 85%.
(consigliamo in proposito questa puntata, per informarsi sui diritti delle donne in materia e conoscere l’esistenza di ginecologi cattolici non obiettori)

Dato che esprimere il proprio pensiero è un diritto inalienabile, ma appoggiarlo come istituzione, associazione o banca una scelta precisa, abbiamo pensato allora di scrivere a chi sostiene questa iniziativa, ovvero:

– Comune di San Giorgio di Piano
-Pro Loco San Giorgio di Piano
-Emilbanca – Filiale di San Giorgio di Piano
– Associazione Italiana donatori midollo osseo

Se siete d’accordo con noi e volete manifestare il vostro dissenso potete scrivere a questi indirizzi:

proloco@sangiorgiodipiano.net

sindaco@comune.san-giorgio-di-piano.bo.it

info@admoemiliaromagna.it

sangiorgio@emilbanca.it

scrivendo una vostra mail personale, o condividendo questo testo:

Alla C.A. Amministratori Comunali – Comune di San Giorgio di Piano,
direttore Emilbanca filiale di San Giorgio di Piano,
responsabile Admo,
presidente Pro Loco San Giorgio di Piano

Gentilissimi e gentilissime,
come cittadina devo manifestare la mia delusione nel vedere apposti i vostri loghi sul volantino dell’iniziativa che si terrà giovedì prossimo venturo a San Giorgio di Piano, “Ricerca, etica, diritto alla vita: questioni di coscienza”.
E’ diritto del singolo poter manifestare liberamente il proprio credo, sia ideologico che religioso. Diverso però il fatto che un’istituzione, un’associazione o una banca appoggino l’incontro di un movimento, quello Scienza e Vita, che propone una visione della medicina e della società che riporterebbe la vita delle donne – e non solo – a tempi bui e dolorosi: mi riferisco in particolare al tema dell’obiezione di coscienza, a loro tanto caro  e per la cui diffusione si sono tanto adoperati,  soprattutto rispetto alla legge sull’Interruzione Volontaria di Gravidanza.
Nel 2013, in uno Stato del “Primo Mondo” come il nostro, è inconcepibile che si metta ancora in discussione la scelta di una donna rispetto alla possibilità di diventare o non diventare madre. L’obiezione di coscienza è tutelata dalla stessa legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, ai tempi  (era il 1978) lo si fece per dare risposta a quanti avevano scelto la professione di ginecologo prima che l’aborto fosse legalizzato e in seguito alla sua legalizzazione fu garantito loro il diritto di non trovarsi a fare qualcosa che andasse contro ai loro principi. Quella tutela sancita quasi 40 anni fa ci ha portati ad una situazione odierna catastrofica: come emerge dalla Relazione 2012 sulla legge 194 ad opera del ministro della Salute Balduzzi, la media nazionale dei medici obiettori di coscienza è ormai il 70%, arrivando a picchi dell’85% in regioni del sud Italia.

Nessuna donna può essere condannata a portare avanti una gravidanza indesiderata, è spiacevole dover ribadire in questa sede concetti  e diritti che speravamo fossero inalienabili. La situazione dei medici obiettori sta svuotando la legge dal suo interno, rendendo impossibile poter ottenere in molti ospedali un diritto garantito per legge, lasciando le donne alla mercé di ricatti economici (chi se lo può permettere abortisce nelle costose cliniche private) che possono mettere a rischio la salute e la vita stessa (chi non se lo può permettere ricorre a pratiche barbare), ma evidentemente questa vita di cui sto parlando è diversa dalla vita difesa dal movimento che sostenete.

Mi chiedo perché invece di appoggiare questo tipo di iniziative che non risolvono il problema reale e concreto delle gravidanze indesiderate (non è impedendo ad una donna di abortire che si elimina il problema), non vi adoperiate piuttosto per la prevenzione, sponsorizzando ad esempio corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
Aggiungo infine che mi riesce difficile usare per questi medici, infermieri e personale amministrativo la stessa parola che veniva utilizzata per chi si rifiutava di fare il servizio militare e pagava con mesi di prigione la propria obiezione: è molto facile obiettare quando a rimetterci non è l’obiettore, ma una persona terza (in questo caso la donna).

Il vostro appoggio ad iniziative del genere manifestano il vostro accordo con le linee di pensiero sopracitate: come cittadina, elettrice e cliente della banca ne trarrò le dovute conclusioni.

Saluti ,
(Firma)

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5 commenti to “Mailbombing contro l’Obiezione di coscienza”

  1. Mi ha appena risposto il Sindaco di S.Giorgio Valerio Gualandi ” che l’Amministrazione comunale non ha concesso ne’ il patrocinio ne’ l’uso del logo alla iniziativa”….

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    • Sì, è vero, ma come si vede dalla foto del volantino è previsto il “saluto delle autorità”: non è un patrocinio, ma ad iniziative come questa la presenza (o l’assenza) delle “Autorità” da’ un messaggio molto forte e chiaro.

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  2. Questa è la risposta arrivata a me e ad altre persone da Tommasini di EmilBanca

    Gentilissima,
    La scelta del Comitato Soci della Banca di sostenere, seppur con una cifra simbolica, questa iniziativa, differentemente da quanto affermato nel suo messaggio, esprime esclusivamente la volontà di promuovere, anche su temi certamente delicati, un confronto aperto sul territorio.

    La posizione dell’azienda, per quanto sia incontrovertibile la propria matrice identitaria e valoriale a cui ispira la propria attività, non è certamente quella di ergersi a paladina dell’uno o dell’altro fronte.

    Riteniamo, infatti, che le questioni in discussione, che verranno affrontate all’interno della tavola rotonda, riguardino esclusivamente la sfera personale, ragion per cui la nostra cooperativa non intende entrare nel merito, attraverso giudizi di valore o mediante l’attuazione un qualunque tipo di orientamento.

    Ci pare ingiusto essere accusati di ciò, in particolare da chi, non essendo né socio nè cliente, non è nelle condizioni di conoscere con sufficiente grado di approfondimento l’azione del Comitato Soci all’interno delle comunità.

    Sarebbe sinceramente e più utile, invece che rimostrare nei confronti di chi, in qualche modo, ha sostenuto l’iniziativa, partecipare attivamente al dibattito.

    Cordiali saluti

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    • Ti/vi invitiamo a seguirci nella puntata di sabato, in cui parleremo anche del mailbombing e delle varie reazioni che ha suscitato. Se anche tu/voi avete voglia di condividere delle riflessioni sul tema e sulle risposte dei soggetti coinvolti potete farlo qui e le riprenderemo nel corso della puntata.
      A sabato!

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  3. Grazie Mari, a presto!

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