David Bowie

di sciul
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Per ricollegarci alla selezione musicale della scorsa puntata, dove vi abbiamo proposto Lou Reed, e per non farci e non farvi mancare niente anche questa settimana, vi proponiamo un altro grandissimo del panorama musicale mondiale (e intergalattico!), un artista che non ha certo bisogno di presentazioni, stiamo parlando di David Bowie.
Lo colleghiamo a Lou Reed, perchè è uno degli innumerevoli artisti con i quali ha collaborato nel corso della sua prolifica carriera, e con il quale ha frequentato la celebre “Factory” di Wharol. Di questa si porterà dietro gli echi di travestitismo e di ambiguità sessuale che per un lunghissimo periodo propone nelle sue performance musicali, facendo leva sulla propria androginia, giocando con il tema dell’ ”alienità”, trasformandosi prima in Ziggy Stardust, poi in Halloween Jack e poi nell’efebico Duca Bianco, proponendo un’immagine della rock star in completa rottura col passato, divenendo icona del glam e dell’ambiguità di genere. La sua produzione è infinita e dalla metà degli anni ‘60 con le prime apparizioni, non si fermerà più fino ad oggi (l’ultimo album è proprio di quest’anno), attraversando quasi ogni genere musicale, prediligendo le sperimentazioni, dall’ elettronica al folk alla drum’n’bass, dall’ hard rock alla dance e divenendo precursore e ispiratore di moltissimi generi come la new wave e il glam rock.

Buon ascolto!

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