Repetita iuvant!

di Komorebi

Carissim*,
oggi non saremo in onda ma non per questo vi lasciamo sol*!

Vogliamo consigliarvi alcune puntate andate in onda nelle scorse stagioni collegandoci alla dolorosa vicenda di Valentina.

Il primo consiglio d’ascolto riguarda un’intervista a Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica, co-autrice, insieme a Chiara Lalli, del libro “Il legislatore cieco. I paradossi della legge 40 sulla fecondazione assistita“, pubblicato da Editori Riuniti. Abbiamo ripercorso insieme a lei la storia e l’iter della Legge n. 40 del 19 febbraio 2004, che disciplina in materia di procreazione assistita, e in particolare abbiamo cercato di comprendere come questa sia cambiata dopo le innumerevoli bocciature europee e le sentenze della corte costituzionale. Cosa è possibile fare oggi in Italia se si hanno problemi ad avere un figlio?

Trovate la puntata cliccando qui
https://dl.dropboxusercontent.com/u/58346660/Puntata%2001.06.2013/2013-06-01-13.mp3

La seconda intervista che vi riproponiamo è a Chiara Lalli, autrice del libro “A. La verità, vi prego, sull’aborto“, uscito quest’anno per Fandango Libri. Abbiamo parlato con Chiara Lalli di come l’aborto in Italia costituisca uno stigma, un tabù di cui è difficile anche solo parlare: “di aborto non si parla quasi mai. Quando succede si abbassa lo sguardo e il tono della voce“.
Abbiamo parlato del pesantissimo giudizio morale che subisce una donna che decide di abortire, del dibattito politico su questo argomento e della applicazione della legge 194 in Italia, paese in cui “nonostante ci sia una legge che prevede l’interruzione volontaria di gravidanza, è sempre più difficile abortire a causa dell’aumento vertiginoso del personale obiettore e del peso di una condanna opprimente”.

Trovate l’intervista qui
https://frequenzedigenere.wordpress.com/2013/05/25/la-puntata-di-oggi-e-online/

E per finire:

Da una ricerca presentata nel 2009 dal Ministero della Sanità risulta che in Italia più del 70% dei medici e ausilari nelle strutture sanitarie pubbliche sia obiettore di coscienza, una situazione che rende un diritto teoricamente garantito per legge, lontano dall’essere tale nella pratica.
Quali i motivi di queste cifre? Ci si può dichiarare obiettori di coscienza anche nei confronti della cosiddetta “pillola del giorno dopo”? I farmacisti possono obiettare?
E’ corretto chiamare obiezione di coscienza un’azione le cui conseguenze non ricadono sull’obiettore, ma su un soggetto terzo – in questo caso la donna?

A queste ed altre domande cercheremo di dare risposta con l’aiuto di Elisabetta Canitano, ginecologa e presidentessa dell’associazione Vita di Donna.
Contribuirà inoltre alla nostra riflessione il presidente dell’Associazione Ginecologi Territoriali, Giovanni Fattorini, medico ginecologo, cattolico e NON obiettore.

Potete scaricare la puntata da qui
https://onedrive.live.com/?cid=4529D51BCFA66332&id=4529D51BCFA66332%21227&sc=documents&move=4529D51BCFA66332%21216&sid=4529D51BCFA66332%21191&iscopy=0

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