Maryam Mirzakhani e le altre

di Komorebi

Felicissime per l’assegnazione della Medaglia Fields alla trentasettenne iraniana Maryam Mirzakhani, ne approfittiamo per riproporvi un articolo tratto da una delle nostre primissime puntate sulle grandi scienziate nella storia, delle quali pochissimi conoscono l’esistenza.

Buona lettura!

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In questa puntata abbiamo parlato di donne e scienza.

Vi è venuto in mente il nome di qualche scienziata studiata sui banchi di scuola?

Una studentessa che intraprende studi scientifici, nel suo percorso di studi non incontra mai nessuna donna. E’ assodato il fatto che le donne in passato avessero un accesso più limitato alle università e agli studi in generale, poichè era considerato più adeguato che queste si occupassero di doveri legati alla cura della casa e della famiglia.

Ma c’è anche una buona fetta di scienziate che collaborarono a importanti scoperte scientifiche, mai citate o addirittura dimenticate. Infatti, nonostante la difficoltà di accesso al sapere, ci sono state molte donne tenaci, che hanno contribuito con i loro studi alla ricerca scientifica e al suo sviluppo.

Il caso singolare di una grande scienziata dalle grandi capacità, diventata famosa per la sua bellezza e per le sue doti artistiche, è quello di Hedy Lamarr.

Hedy infatti è stata definita la donna più bella del cinema ed è stata resa celebre dal film Extasi, del 1933, in cui esibisce il primo nudo integrale nella storia del cinema, cosa che ai tempi destò non poco scalpore.

Hedy Lamarr non fu però soltanto una bellissima del cinema, ma fu anche una scienziata.

Prima di iniziare la sua carriera di attrice intraprese un corso di laurea in ingegneria, che poi abbandonò e in cui i professori la ritenevano una studentessa dotta di un’intelligenza eccezionale.
La sua intelligenza e la passione per la scienza la accompagnarono per tutta la vita, parallelamente al successo cinematografico.

La scoperta fondamentale di Lamarr, insieme al collega Antheil, fu che la trasmissione di onde radio poteva essere fatta rimbalzare da un canale all’altro a intervalli regolari in una sequenza di successione dei canali che fosse nota soltanto alla fonte di trasmissione ed al ricevitore.

Il progetto fu presentato al National Inventors Council di Washington e brevettato come “Sistema di comunicazione segreta”, ma fu considerato troppo complesso per essere adottato dalla marina degli Stati Uniti . Solo nel 1962, ben 20 anni dopo, la tecnica da lei ideata con Antheil fu adottata come sistema di comunicazione a bordo di tutte le navi impegnate nel blocco di Cuba. Il concetto cardine di suddivisione di un ampio campo di frequenze in più canali trova oggi applicazione non solo nella crittografia o in scopi militari, ma anche nella telefonia mobile e nei sistemi informatici wireless.

The world isn’t getting any easier. With all these new inventions I believe that people are hurried more and pushed more… The hurried way is not the right way; you need time for everything – time to work, time to play, time to rest.

Hedy Lamarr

Ma esistono molti altri nomi importanti anche nella storia meno recente, che meriterebbero di essere illustri e non lo sono.

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia

(1646 – 1684)

Filosofa italiana ricordata come la prima donna laureata al mondo. Dopo che Elena ebbe tenuto a Venezia una pubblica disputa filosofica in greco e in latino, suo padre chiese che le venisse assegnata dallo Studio di Padova la laurea in Teologia, ma il vescovo di Padova si oppose dicendo che era uno “sproposito dottorar una donna” e che se si fosse proceduto a dottorarla ci si sarebbe resi ridicoli davanti a tutto il mondo. Siccome il parere del vescovo era vincolante, nacque un conflitto tra lui e il padre di Elena Lucrezia, conflitto che si risolse facendo laureare Elena in Filosofia. A questo va aggiunto che nonostante fosse dottorata, Elena Lucrezia non potè mai insegnare perchè l’insegnamento era vietato alle donne.

 Émilie du Châtelet

(1706 – 1749)

Matematica, fisica e scrittrice francese, contribuì alla divulgazione e allo sviluppo delle teorie di Leibniz e di Newton. Come in Italia, anche nella Francia del settecento alle donne era vietata la formazione superiore: Emile non frequentò mai l’università e compì la gran parte degli studi come autodidatta. La cosa affascinante è che nonostante il grande impegno degli studi, la Marchesa du Chatelet ebbe anche una intensissima vita mondana. Conobbe Voltaire il quale la stimolo’ ad approfondire i suoi studi e così nel 1737 pubblicò “Elementi della filosofia di Newton”, il cui scopo era consentire a un pubblico più vasto, anche non dotato di un livello estremo di conoscenze scientifiche, di avvicinare l’opera dello scienziato inglese.

Mary Fairfax Greig Somerville

(1780 – 1872)

Matematica scozzese che bel 1838 divenne, insiema a Caroline Lucretia Herschel, membro onorario della Royal Astronomical Society, onore mai concesso prima ad una donna.

Augusta Ada Byron 

(1815 – 1852)

E’ stata una matematica inglese, conosciuta soprattutto per il suo lavoro alla macchina analitica ideata da Charles Babbage. I suoi appunti sulla macchina includono quello che è stato comosciuto come il rpimo algoritmo inteso per essere elaborato da una macchina, tanto che lei è spesso ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo.

 Sof’ja Vasil’evna    Kovalevskaja

(1850 – 1891)

E’ stata una matematica, attivista e scrittrice russa. Fu la prima donna russa matematico e fisico, ed anche la prima donna in Europa ad ottenere una cattedra universitaria. Nel 1889 ricevette il Gran Premio dell’Accademia Parigina, per lo studio della rotazione della trottola pesante asimmetrica.

Amalie Emmy Noether

 (1882 -1935)

E’ stata una matematica tedesca di origini ebree. Si è occupata di teoria degli anelli e algebra astratta, ed il suo nome è indissolubilmente legato al celebre teorema di Noether del 1915, che mette in luce nel campo della fisica teorica una profonda connessione tra simmetrie e leggi di conservazione.

Lise Meitner

(1878 -1968)

E’ stata una fisica austriaca. Fra le sue opere spicca la spiegazione teorica della prima fissione nucleare, riuscita a Otto Hahn nel 1938. Lise Metiner pose le fondamenta per lo sviluppo sperimentale della fissione nucleare, per il suo futuro uso bellico e per quello pacifico. Sottolineamo che da pacifista convinta, nonostante le ripetute richieste dagli Stati Uniti, Meitner si rifiutò di accettare incarichi di ricerca per la costruzione di una bomba atomica. Fino alla sua morte, all’età di 89 anni, si impegnò per l’uso pacifico della fissione nucleare.

Maria Goeppert-Mayer

(1906 -1972)

Fisica tedesca naturalizzata statunitense, premio nobel per la fisica nel 1963 assieme a J. Hans D. Jensen per aver proposto il modello a guscio (shell) del nucleo atomico. Fu la seconda donna a ricevere il premio Nobel per la fisica, dopo Marie Curie.

Dorothy Mary Crowfoot     Hodgkin

(1910 – 1994)

E’ stata una biochimica britannica, pioniera della tecnica di diffrazione dei raggi X e vincitrice del premio Nobel per la chimica nel 1964, “per la determinazione di strutture di importanti sostanze biochimiche tramite l’uso di tecniche legate ai raggi X.” Tra le biomolecole delle quali Hodgkin determinò la struttura figurano il colesterolo (1937), la penicillina (1945), la vitamina B12 (1954), l’insulina (1969), la lattoglobulina, la ferritina e il virus del mosaico del tabacco.

Lisa Randall

E’ una fisica statunitense, grande esperta di fisica delle particelle e cosmologa. Le sue ricerche concernono le particelle elementari e le forze fondamentali, e comprendono lo studio della supersimmetria, del modello inflazionario, del modello Standard, della bariogenesi, della teoria della grande unificazione (GUT), della relatività generale, della Teoria delle Stringhe e di un’ampia varietà di modelli, il più recente dei quali ipotizza l’esistenza di dimensioni extra dello spazio. E’ stata la prima donna ad essere titolare di una cattedra al dipartimento di fisica della Princeton University e a quello di fisica teorica al MIT e alla Harvard University, dove attualmente insegna. E’ membro della American Academy of Arts and Sciences, fellow dell’American Phisycal Society.

Nell’autunno del 2004 è stata la più citata fisica teorica dei precedenti 5 anni. E’ stata inserita tra le icone della scienza del 2005 da Seed Magazine, è stata considerata nel 2006 da Newsweek come “uno dei più promettenti fisici teorici della sua generazione” ed è stata inserita da Time Magazine nell’elenco delle 100 persone più influenti del 2007.

Secoli di storia passati ad escludere le donne dagli studi è indiscutibile che abbiamo generato un  pregiudizio sociale sulle donne e la loro relazione con scienza e tecnologia. Nonostante questo non sono mancate grandi studiose che si sono cimentate in questo campo. Viene da chiedersi quante altre donne, per imposizione sociale o per un pregiudizio interiorizzato, avrebbero potuto fare ricerca e non l’hanno fatta, sprecando così una serie infinita di potenzialità, che probabilmente avrebbe reso il mondo in cui viviamo in parte diverso.

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