Donne, smettete di chiedere scusa di esistere

di Komorebi

1864c5tz7id90jpg(Traduzione dell’ articolo “Women, Stop Apologizing For Existing” di Christina Berchini, versione originale  qui)

Non molto tempo fa stavo controllando la buchetta delle lettere dell’ufficio, in cerca delle lettere cartacee che ogni tanto ancora ricevo. La mia buchetta è in un’area comune, insieme alle buchette di tutti gli altri (una stanza comune che conta circa 40 buchette tutte insieme).

Sono arrivata alla mia buchetta circa tre secondi prima di una collega, che voleva controllare le sue lettere. Quando mi sono girata e ho realizzato che anche lei voleva farlo nello stesso momento, invece di dirle ciao, mi sono scusata per essere lì – per essere la scocciatura (immaginaria) che si trovava sulla sua strada nel momento esatto in cui aveva necessità di fare qualcosa.

Perchè sto condividendo questa storia?

Perchè la sua risposta è qualcosa a cui ho continuato a pensare da allora. Mi ha guardata dritta in faccia e in modo un po’ severo mi ha detto “Non scusarti mai del tuo diritto di esistere in uno spazio comune”. Non ricordo come risposi al suo “avvertimento” da collega, ma sto sperando di non essermi scusata per essermi scusata.
La sua risposta mi ha obbligata a fare il punto su due cose:

1. Quanto spesso chiedo scusa e
2. Le circostanze in cui lo faccio

Dopo profonda riflessione, ho concluso che mi scuso per molte, molte cose e spesso. Molti dei “crimini” di cui mi scuso non sono affatto crimini. Sono scuse che riguardano semplicemente il fatto di stare facendo quello che devo fare nei modi in cui è necessario farlo. Che si tratti di essere arrivata per prima al microonde, pochi secondi in anticipo rispetto a qualcuno che voleva usarlo, o fare una domanda necessaria a qualcuno che ha la risposta, o svolgere altri compiti simili che mi permettano di passare con successo attraverso la mia giornata, inconsciamente ho scuse impacchettate pronte per essere consegnate.

E’ tempo di smetterla con queste sciocchezze. Quando ho pensato a quanto spesso chiedo scusa, ho anche iniziato a pensare ai miei studenti. Molti dei miei studenti – specialmente le donne giovani – chiedono scusa più o meno per le stesse ragioni per cui lo faccio io.

Chiedono scusa per il fatto di trovarsi in spazi e posti nei quali hanno ogni diritto di essere.

Chiedono scusa per il fatto di stare facendo un lavoro che devono fare.

Chiedono scusa per il fatto di fare domande delle cui risposte necessitano.

Chiedono scusa per impegnare il mio tempo: tempo, ricordatevelo, che sono pagata per (e felice di) dare loro.

Ricordo una studentessa che si è scusata per essersi presentata ad un appuntamento concordato con me – in tempo.

Non è mia intenzione scavere nella “ricerca” per pacificare qualche illusione di “credibilità” nei confronti di quanti si sforzano, quotidianamente, di ignorare, respingere, disperdere (scavo già abbastanza nella mia vita professionale), ma affermo, in maniera annedotica, che questo bisogno di scusarsi profusamente per aver osato in funzione di uno scopo sembra essere un problema delle donne.

Molte donne si impegnano con forza per essere “cortesi”. Lavorano duramente per minimizzare la loro esistenza allo scopo di apparire gentili (o forse nell’intresse di qualche distorta concezione della parola “amichevole”), o nel non creare agitazione, o per aggiustare qualche sorta di sgarbo immaginario che è storicamente è collegato a coloro che osano Esistere come Donne nello Spazio.

Zucchero e spezie e tutte quelle stronzate.

Questo articolo, quindi, si rivolge a tutte le giovani donne che stanno trovando la loro strada, e stanno osando contribuire produttivamente a questo mondo.

Voglio prendere in prestito dall’eccezionale educatore Brené Brown questo messaggio. Per Brown la vita è “la scelta di mostrarsi ed essere reali. La scelta di essere onesti. La scelta di lasciar vedere il nostro vero io”.

Esistere in uno spazio non è un privilegio – è un diritto. Trattatelo come tale e abbiate il coraggio di smettere di chiedere scusa per questo.

Per essere sicuri, se ferite qualcuno (emotivamente o no, intenzionalmente o no) fate la cosa giusta e chiedete scusa (intendendolo veramente). Al contrario, se la vostra legittima esistenza in uno spazio condiviso dovesse infastidire qualcuno, non è un vostro problema. Di fatto, la loro inettidudine sociale non potrebbe essere più lontana dai vostri problemi.

Trovate altre donne (come la mia collega) che non hanno (o non trovano) il tempo per scuse senza senso, e imparate da loro. Prometto che farò lo stesso!

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