Del ribaltamento della parola “libertà”

di Komorebi

limoni_316x_162c39ebd022f66d33b215498f176c06Approfondiamo il movimento delle Sentinelle in piedi, prendendo spunto dalla “veglia” tenutasi a Bologna domenica 19 aprile, a cui si è affiancata una contromanifestazione dal titolo “Limoni duri contro le Sentinelle in piedi”, organizzata da diverse associazioni e collettivi del territorio.

La settimana appena trascorsa ha visto numerose iniziative legate ai festeggiamenti del 25 aprile, ricorrenza che ha una funzione non solo commemorativa, ma anche di monito nei confronti di tutti i fascismi contemporanei – in particolare quelli che si nascondono dietro le parole “resistenza” e “libertà”. Insieme a Renato Busarello, attivista del Laboratorio Smaschieramenti,  abbiamo analizzato  il fenomeno delle Sentinelle in piedi, movimento che descrivendosi “in difesa della libertà d’espressione”, veicola messaggi fortemente reazionari.

Renato ci parla del pericoloso ribaltamento che le Sentinelle attuano: presentandosi come “vittime” di presunte lobby di potere gay, portano in piazza ragionamenti reazionari omofobici, quali la riaffermazione di due sessi naturali e dell’ eterosessualità come unico orientamento naturale possibile, ragionamenti che trovano grande trasversalità nella galassia delle destre estreme e vicinanza con la posizione vaticana.

Le sentinelle fanno leva sul diritto di esprimere la loro opinione  e di essere nate in difesa della libertà di espressione, ma qual è il confine tra libertà di espressione e manifestare per togliere diritti a qualcuno?

Come Renato afferma, “le Sentinelle non difendono  la libertà di espressione in generale, ma solo su questo preciso punto. La società è in trasformazione e ci sono rivendicazioni che loro vogliono mettere a tacere. Vogliono che non si parli di omosessualità, omogenitorialità, dei legami affettivi tra persone omosessuali, delle persone trans”.

C’è molta paura in questa fase di traniszione di smarrire la cosiddetta società tradizionale, ma la nostra società è già composta da realtà molto differenti. Non è una legge che crea a tavolino nuove forme di relazioni e identità: si tratta solo di riconoscerle e dare loro dei diritti.

Ci hanno accompagnate i brani di Tiziano Ferro, in concerto a Bologna il 1° Luglio.

La puntata è qui, buon ascolto!

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