Posts tagged ‘bellezza’

16 gennaio 2012

Gabbie e specchi

di Komorebi

Prima del convegno a cui abbiamo partecipato sabato scorso, mentre ragionavo sulle gabbie di sguardi e mi chiedevo in quante gabbie la nostra visione delle cose fosse intrappolata, mi è tornata alla mente una pubblicità di cui abbiamo parlato nella prima puntata di questa stagione, quella di una nota marca di intimo femminile che pareva voler andare controcorrente rispetto alle tendenze pubblicitarie, scegliendo come modella non la solita giovanissima, bensì una donna matura, in modo da creare uno spot che potesse rappresentare maggiormente  le donne comuni.
Una scelta all’apparenza molto rivoluzionaria, se non fosse stato per il fatto che la donna in questione era Isabella Ferrari, il cui corpo difficilmente credo possa simboleggiare il corpo delle cinquantenni che incontro tutti i giorni  (a meno che non siano anch’esse modelle o attrici, ovviamente).  Allora mi domando: ma è davvero impossibile fare pubblicità con donne “normali”? Donne alte, donne basse, donne magre, donne grasse, donne cicciottelle, donne senza seno, donne con molto seno, donne con le rughe, con i fianchi promimenti, senza fianchi…

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28 novembre 2011

raccontare il genere e creare nuovi immaginari

di sciul

Sabato pomeriggio, presso la mediateca di San Lazzaro, Mara Cinquepalmi ci ha dato la possibilità di prendere parte ad un’ iniziativa dal titolo “Narrazioni di Genere“. In occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne infattila redazione di Frequenze di Genere ha partecipato, nella persona di Mari, ad un dibattito molto interessante sulle modalità utilizzate dai media per raccontare i generi, quasi mai neutre, ma anzi fortemente stereotipate. In particolare, bambini e bambine sono spesso fruitori inconsapevoli di modelli che non lasciano scampo al libero sviluppo della personalità, influenzando invece fortemente desideri e relazioni tra i sessi.

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21 maggio 2011

PELI

di sciul

Un autorevole giornale come il Wall Street Journal, segnala che il giro d’affari per le tecniche di depilazione laser supera ormai gli 1,8 miliardi di dollari l’anno. Questo dato significativo, penso faccia riflettere su un tema spinoso quanto ossessionante per la maggior parte delle donne come quello della depilazione. Parliamo di PELI.

Da dove nasce questa esigenza che ormai è divenuta una necessità di depilarsi?

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19 maggio 2011

Il mito della bellezza: chi guadagna e chi perde

di Komorebi

Vi proponiamo oggi un’analisi della bellezza femminile che scaturisce da un libro diventato molto famoso negli anni ’90, ma che pare ormai dimenticato ai giorni nostri, tanto da risultare irreperibile nelle librerie: il libro in questione si intitola “Il mito della bellezza – come l’immagine della bellezza viene utilizzata contro le donne”, scritto da Naomi Wolf nel 1991.

La teoria della Wolf è che mano a mano che le donne hanno conquistato diritti e potere sembra essere cresciuta parimenti l’attenzione – che in alcuni casi possiamo definire come ossessione  – per la bellezza, come se ci fosse una relazione tra il percorso di emancipazione femminile – che ha liberato le donne su tanti fronti  – e il mito della bellezza femminile, che invece le ha nuovamente imprigionate.
La Wolf infatti parla della concezione di bellezza femminile dei giorni nostri come un qualcosa non di innato e naturale, ma come un canone appositamente costruito e strutturato per farci sentire continuamente inadeguate, continuamente in difetto.

In effetti, come donne, sebbene la parità effettiva con gli uomini sia lontana, è indiscutibile che abbiamo in generale più soldi, più potere e più diritti di quanti ne abbiamo mai avuti nella nostra storia. Però se ci interroghiamo su come ci sentiamo fisicamente in realtà stiamo molto peggio di come stavano le nostre nonne sotto questo specifico punto di vista: siamo in media molto più insoddisfatte.
Secondo la Wolf  non è un caso che così tante donne potenzialmente forti e capaci si sentano così insicure ed ossessionate dal proprio aspetto fisico, nel suo libro infatti definisce  la dieta come il più potente sedativo politico delle donne.  E aggiunge: “una popolazione con una così tranquilla ossessione è una popolazione facilmente manipolabile”

Trovo sia molto interessante considerare il mito della bellezza come una potente arma utilizzata coscientemente contro il progresso delle donne,  per poter controllare ciò che il femminismo negli anni ‘70 ha reso meno controllabile.

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