Posts tagged ‘cult’

7 maggio 2014

Trasmissioni sospese

di Komorebi

Carissim*,

come annunciato nella puntata del 26 aprile, sabato scorso non siamo andate in onda. Non ci saremo nemmeno questo sabato 10 maggio. Questa piccola sospensione delle trasmissioni è dovuta ad una serie di sfortunati incastri degli impegni di vita delle vostre amate speakers :)

Non disperate però, perché questi sabati di assenza ci offrono due ottime possibilità:

1 – riproporvi alcune delle puntate di questa e delle passate stagioni, che magari avete perso o che avete voglia di risentire, e che trovate qui. Ogni puntata è corredata da una breve sinossi, in questo modo potete scegliere in base agli argomenti che vi interessano di più. In queste quattro stagioni abbiamo parlato di pubblicità, farmacologia di genere, virilità, obiezione di coscienza, moda, canoni estetici, lavoro, educazione, prostituzione, sessualità, politica, maternità, storia (donne nella Resistenza, donne nel Risorgimento), uomini e molto, molto altro!

2 – la seconda opportunità offerta da questa temporanea sospensione delle trasmissioni è quella di rinnovare il nostro invito a collaborare con il nostro progetto, ovvero:

WE WANT YOU!

Vogliamo allargare il collettivo di Frequenze di Genere e siamo alla ricerca di persone che abbiano voglia di collaborare con noi.

Non importa dove risiedete, nè quanto tempo avete da dedicare a FDG, né quanto sia lungo il vostro curriculum rispetto alle tematiche di genere: quello che conta è il desiderio di mettersi in gioco, imparare, confrontarsi e la curiosità di scoprire il mondo radiofonico in tutte le sue sfaccettature, da quelle più immediate (la diretta) a quelle invisibili, ma fondamentali, come il lavoro di preparazione.

Potete collaborare alle nostre rubriche culturali o musicali, proponendo artist* i cui brani accompagneranno le nostre puntate, o proponendo recensioni, che se vorrete potrete leggere proprio voi ai nostri microfoni.

Terminiamo dicendo che ci piacerebbe molto avrere collaborazioni anche maschili, perchè il genere riguarda entrambi e vorremmo far sentire  molteplici voci e di punti di vista.

Contattateci scrivendoci a frequenzedigenere[@]gmail.com.
Vi aspettiamo!

La redazione

29 gennaio 2014

Cult – Short Term 12

di Komorebi

short term 12Short Term 12

di Destin Cretton (USA 2013 Colore 96′)

Con Brie Larson, John Gallagher Jr., Kaitlyn Dever, Rami Malek, Keith Stanfield, Kevin Hernandez

In concorso internazionale al 66° Festival del film di Locarno.

Un vero e proprio successo di pubblico: standing ovation e 10 minuti di applausi alla prima internazionale: più di 3000 persone hanno applaudito il regista e la troupe nella grande sala del Fevi. Premiato tra le Menzioni speciali, e Pardo per la miglior interpretazione femminile a Brie Larson. Short Term 12 è un centro di accoglienza per adolescenti a rischio: autolesionisti, aspiranti suicidi, ragazzi turbolenti e con famiglie difficili alle spalle vengono accolti in questo centro, confortevole e colorato, dove uno staff di psicologi e personale di supervisione si prende cura di loro tentando di aiutarli. Grace (Brie Larson), ha una ventina di anni ed è una dei supervisori dell’istituto: è spigliata e sa come conquistare fiducia ma anche il rispetto degli ospiti della struttura. È la loro amica, consigliera, confidente. La sua vita è abbastanza stabile, un lavoro che la appassiona, una relazione e convivenza con il collega Mason (John Gallagher Jr.) che assieme a lei è in prima linea ogni giorno, per prendersi gran cura dei ragazzi ospiti, lottando perché abbiano un futuro migliore. Grace è stata capace di reprimere il suo passato doloroso, ma la sua gravidanza e l’arrivo di una nuova ospite presso lo Short Term 12 rimettono in pericolo il fragile equilibrio della sua vita, dei suoi affetti e del suo lavoro. Infatti, quanto più brillante appare nel prendersi cura dei ragazzi, tanto più Grace è fragile e combattuta dentro di sé, impegnata a fronteggiare e nascondere le paure mai sopite e i fantasmi di un passato di violenze familiari. È appunto quando Jayden (Kaitlyn Dever), un’adolescente molto dotata, ma problematica e ribelle, arriva presso il centro, che qualcosa si muove dentro Grace, che contemporaneamente si scopre incinta del fidanzato. La memoria del suo passato riaffiora, scatendandole la paura di non meritare l’amore del compagno, di fallire, di non essere una buona madre, e le fa considerare la possibilità di abortire.

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23 novembre 2013

Cult – La cuoca del presidente

di Komorebi

Per la rubrica “Cult” Francesca Bertolani ha recensito “La cuoca del presidente“, buona lettura!

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Questa graziosa commedia francese già dal titolo farebbe presagire i caratteristici stereotipi di genere: la donna in cucina, l’uomo in politica, la donna subalterna all’uomo. In realtà il film è multiprospettico, si può leggere anche con l’ago e il filo di piani più profondi interrelati, e per certi aspetti ribaltati rispetto alle considerazioni iniziali: la donna nutre il Presidente Mitterand, attraverso la sua offerta culinaria, attualizzando la rievocazione del suo stesso passato. Riuscendo a farsi ricevere per dialogare dei cibi desiderati, la donna interrompe lo spaziotempo della diplomazia ed apre un varco nella dimensione pubblica dell’illustre politico, riportandolo non solo alla dimensione privata, ma anche ai sapori antichi dell’infanzia. Cuoca dal carattere forte come la collana attorcigliata che sempre indossa, Hortense riesce a farsi valere nell’ambiente maschile delle guardie e dei cuochi del palazzo presidenziale, oltre che a formare i giovani aiutocuochi, anch’essi uomini, che la affiancano in una raffinata sinergia orchestrale, di cui è lei la protagonista

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22 novembre 2013

Vi aspettiamo domani!

di Komorebi
Care e cari

non perdete la puntata di domani 23 novembre! Alla vigilia della puntatona speciale di domenica 24 vi racconteremo insieme ad Alessandra Borghese dell’Associazione Anatroccolo Rosa un aspetto correlato al tema della violenza di genere, ma di cui poco si parla: quello dell’autodifesa e dell’acquisizione di consapevolezza della propria forza (psicologica e fisica), non solo come possibilità di difendersi, ma anche come capacità di affermazione di sè.

Ritorna anche la rubrica Cult, che ospita recensioni di ascoltatori e ascoltatrici: domani Francesca Bertolani ci racconterà “La Cuoca del Presidente”.
Infine, qualche notizia di di Cronaca di genere e molte notizie “frou frou”.

Ad accompagnarci i brani di Agnes Obel.

Ne approfittiamo per comunicarvi che si è concluso oggi, con l’ultima puntata, “Una su tre“,  il reportage di Radio Città Fujiko a cura di Alessandro Canella e Mariagrazia Salvador sul tema della violenza contro le donne. Se ve lo siete persi, potete ascoltare tutte e cinque le puntata sul sito della radio.

Vi aspettiamo domani, dalle 14.30 alle 15.30, sempre su Radio Città Fujiko 103.1!

25 giugno 2013

Cult – Virgin Tales

di Komorebi

La terza stagione è finita, ma il blog non va in vacanza!
Per la rubrica Cult Cinzia Farina ha recensito “Virgin Tales”, documentario sulla castità prematrimoniale negli USA.

Buona lettura!

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fonte foto qui

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Virgin Tales 

Directed By: Mirjam von Arx

(France, Germany, Switzerland, 2012, 87 mins, HDcam)

Dare il primo bacio sull’altare? Fare andare avanti veloce evitando le scene di sesso dei film? Virgin Tales: lifestyle of a modern American Evangelical family…O viaggio nel nuovo integralismo cristiano?

Il valore della verginità è una costruzione religiosa e culturale da sempre utilizzata allo scopo di controllare e regolare i rapporti sociali. Anche oggi. Chi associa a questo delicato tema i delitti d’onore che si consumano ad esempio nei paesi islamici radicali o tra gli ebrei ultra-ortodossi è in errore. Il culto della verginità sta vivendo un boom di popolarità anche nelle cosiddette nazioni occidentali avanzate.

Visto in competizione per l’ Appellation Suisse al 65° Festival di Locarno, Virgin Tales è un interessante e contemporaneamente agghiacciante documentario di osservazione di un fenomeno sempre più rilevante e con importanti implicazioni politico-sociali. La pellicola mostra la “nuova rivoluzione sessuale” avviata dai cristiani evangelici: la castità appunto.

Aderendo a questo movimento in controtendenza rispetto al costume della società contemporanea, oggi negli USA una ragazza su otto si impegna a restare “pura” fino al matrimonio.

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8 aprile 2013

La persona e il sacro – Simone Weil

di Komorebi

Pubblichiamo la recensione ad opera di Francesca Bertolani de “La persona e il sacro” di Simone Weil. Qui trovate la puntata in cui Francesca, ospite in studio, ci ha raccontato più approfonditamente la vita e l’opera di questa filosofa francese.

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Simone Weil, filosofa, attivista e mistica francese, contamina le teorie marxiste, di cui critica il materialismo, con echi platonici, pascaliani e kierkegaardiani e salda il suo percorso spirituale a quello esistenziale, scegliendo di esplicitare il suo pensiero più attraverso pratiche di vita accanto agli oppressi che attraverso l’opera scritta, comunque complessa e del tutto originale. Vorrei portare all’attenzione un breve e concettualmente denso saggio, che affronta il delicato rapporto tra persona, collettività e impersonale, tra diritto e giustizia. Ne “La persona e il sacro”, la Weil contesta la sacralità della persona, intesa come concetto astratto, affermando che la sacralità è in ogni singolo uomo, anima e corpo.

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20 maggio 2012

Cult – Between the lines

di Komorebi

La rubrica Cult di questa settimana è stata curata dalla nostra ascoltatrice Cinzia Farina.

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Il film indaga una realtà “tra le righe”; tra le righe della sessualità indiana, oltre al maschile e al femminile, vi è infatti una terza realtà: quella degli hijras, gli eunuchi che da secoli vivono ai margini della società indiana. 
Per fare questo il regista Thomas Wartmann è disceso negli ‘inferi’ di questa realtà, in alcuni degli slam più poveri di Mumbay.
Il regista si affida alla sensibilità ed empatia della fotografa indiana Anita Khemka, che da tempo è riuscita ad introdursi, a conoscere e fotografare queste persone. Quello che ne risulta è un ritratto delicato e poetico di questo frammento della società indiana.

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1 aprile 2012

Chaos

di Komorebi

La rubrica Cult di questa settimana è curata dalla nostra ascoltatrice romana  Laura Giusti.

“Chaos”
Francia 2001 – Film Commedia di Coline Serreau

Malika, una giovane prostituta, viene picchiata selvaggiamente da alcuni teppisti, per strada, sotto gli occhi di  Paul e Hélène, una coppia borghese che si è barricata nella propria automobile. Presa dal rimorso, Hélène ritrova la ragazza in ospedale, in coma, e decide di occuparsi di lei, abbandonando marito e figlio…

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4 novembre 2011

Cult – Una stanza tutta per gli altri

di Komorebi

E per terminare le nostre due puntate sulla politica, abbiamo affidato la rubrica Cult a Vittorio Biagini, che ha recensito per noi “Una stanza tutta per gli altri“, un romanzo di Alicia Giménez-Bartlett.
Buona lettura!

“Una stanza tutta per gli altri, di Alicia Giménez-Bartlett, è un romanzo storico, vale a dire che opera l’innesto dell’invenzione letteraria su fatti storicamente accaduti, con personaggi reali che compiono azioni storicamente documentate, mentre interagiscono tra loro in situazioni non documentate o si relazionano con personaggi di fantasia. E ciò, il romanzo, lo fa per dire qualcosa che riguarda anche la storia, non solo i personaggi.

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11 ottobre 2011

La recensione: “Finché avrò voce” di Malalai Joya

di Angela

Inauguriamo questo nuovo ciclo di puntate con una recensione del libro Finché avrò voce di Malalai Joya, inviataci e letta ai nostri microfoni da Artemisia, una nostra ascoltatrice che ci scrive da Firenze.

Coraggio: non c’è parola che sintetizzi meglio la personalità di Malalai Joya, una giovane attivista afgana nata il 25 aprile 1978 (data che a noi Italiani non può non suggerire un sapore di riscatto e di libertà). Trascorsa l’infanzia e l’adolescenza come profuga con la sua famiglia tra l’Iran e il Pakistan, Malalai ha insegnato per anni a donne e bambine afgane, sfidando i divieti dei talebani, rischiando di venire colta in giro durante il coprifuoco con i libri nascosti sotto il burqa. Eletta rappresentante della sua regione nella Loya Jirga, la costituente afgana, vi denunciò la presenza di quelli che lei chiama “signori della guerra”, ovvero coloro, al potere già da prima dei talebani, che hanno causato la guerra civile e hanno compiuto efferate violenze e sopraffazioni, violenze che purtroppo, con la complicità dei paesi occidentali, proseguono ancora oggi con il governo di Karzai, salvo una verniciatina di apparente democrazia.
Nel 2005 Malalai Joya è stata eletta anche al parlamento da dove però è stata espulsa due anni dopo a causa delle sue audaci denunce. Scampata a numerosi attentati alla sua vita, è costretta a vivere sotto scorta, ma non per questo si arrende nella sua lotta per una vera democrazia.

L’instancabile Malalai Joya ha portato la sua testimonianza in tutto il mondo, ha vinto premi, ma ancora oggi non si può permettere di prendere un gelato con una amica senza temere di essere riconosciuta o peggio ancora aggredita da chi vuol far tacere la sua scomoda voce.

Il libro “Finché avrò voce” soffre di uno stile letterariamente un po’ povero tanto che sembra quasi un lungo e appassionato comizio, ma è molto coinvolgente e fa capire tante cose che i media occidentali non dicono su questo sfortunato paese che è l’Afganistan.

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