Posts tagged ‘genere ed educazione’

20 ottobre 2014

La paura delle differenze

di Viviana Vignola
disegno di Mara Cerri

disegno di Mara Cerri

Un mese fa sono stata a Roma, all’incontro nazionale “Educare alle differenze”. Tornata a casa, sono andata dalla mia dottoressa a farmi prescrivere delle medicine. Il discorso è caduto sul mio viaggio a Roma.

– Cos’è che sei andata a fare?, mi ha chiesto.

La mia dottoressa è una donna giovane, intelligente, in gamba. Sempre gentile e disponibile. Ho sempre avuto per lei stima e ammirazione. Mi hanno fatto piacere il suo interessamento e le sue domande e le ho detto che ero andata a un incontro sull’educazione alle differenze. Le ho spiegato che l’educazione alle differenze, al genere, ha a che fare con l’educazione alla cittadinanza, alla pluralità. Significa educare a pensare che gli altri possono vestirsi, mangiare, pensare, desiderare, amare diversamente da come facciamo noi. Questa consapevolezza dovrebbe portarci ad aprirci alle differenze, saperle vedere e apprezzare, e non semplicemente tollerarle. Che si tratti di differenze culturali, di genere o di orientamento sessuale.

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14 novembre 2013

In rotta verso Deneb

di Viviana Vignola
Fonte immagine qui

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Poch* di voi lo sanno ma da questa estate il progetto di Frequenze di genere è entrato a far parte di una realtà più ampia fondendosi con il gruppo de Le Vocianti. Più che di una fusione si è trattato di ufficializzare un’alleanza già esistente. I nostri due gruppi manterranno infatti le loro rispettive identità ma opereranno sotto la guida della stessa stella.

Deneb, il nome della neonata associazione, è una stella della costellazione del Cigno ma è anche il nome del pianeta da cui proviene Mo, l’alien* protagonista di Extraterrestre alla pari, bellissimo romanzo fantascientifico per l’infanzia di Bianca Pitzorno.

A quant* di noi è capitato di chiedersi, almeno una volta, davanti a una persona che ha attratto la nostra attenzione perché non rientrante nelle categorie a cui siamo abituat*: ma è un uomo o una donna? Un ragazzo o una ragazza?

Per Mo, che viene dal pianeta Deneb, è un interrogativo alquanto bizzarro. Atterrato sulla Terra grazie a un programma di scambio, Mo mette completamente in crisi la coppia di terrestri che lo ha in affido. È impossibile appurare se il piccolo E.T. sia un ragazzo o una ragazzina. Su Deneb, come cercano di spiegare i genitori di Mo ai due sbigottiti terrestri, nessuno si chiede se i propri figli siano maschi o femmine fino a che non siano entrati nella fase adolescenziale.

Per crescere i loro bambini, ai denebiani occorre conoscere il loro carattere, le loro tendenze, i loro desideri, i loro punti deboli, non se sono maschi o femmine. Ma a Mo viene spiegato che sulla Terra “con una bambina ci si comporta in modo differente che con un maschietto”…

Mo, quindi, per cercare di compiacere i terrestri, interpreta a turno l’uno e l’altro ruolo, esibendosi quotidianamente in una diversa performance  di genere, con esiti a volte divertenti, a volte amari, se non tragici. Il romanzo ci fa guardare così a noi stessi con occhi alieni, facendoci balzare agli occhi l’assurdità delle nostre abitudini relative all’educazione dei giovani e la moltitudine di pregiudizi relativi al genere presente nella nostra cultura.

Extraterrestre alla pari è stato pubblicato nel 1979 ma, a dispetto dei trent’anni passati dalla pubblicazione, resta un libro attualissimo.

Abbiamo deciso di farci ispirare da Mo e dalla sua esperienza di bambina/o libera/o di crescere senza stereotipi ingabbianti, di formarsi come individuo e sviluppare la propria personalità senza costrizioni legate al genere. “Le brave bambine non si arrampicano sugli alberi!”, “fai l’ometto e non piangere come una femminuccia!”, “il rosa è un colore da femmine”, “tu sei un maschietto, le bambole non sono un gioco per te”… Quante volte ci siamo sentiti ripetere queste frasi o ce le siamo involontariamente ritrovate in bocca?

Che la lontana stella di Mo ci illumini il cammino. Tracciamo la nostra rotta e puntiamo in direzione Deneb: con la speranza, un giorno, di non dover cambiare pianeta per crescere in un mondo libero dai pregiudizi e dalle inibizioni legate all’essere femmine o maschi.

7 maggio 2012

I bambini non devono giocare con le bambole?

di Komorebi

Per chi oggi si trova a Cesena e dintorni, ci vediamo qui:

I bambini non devono giocare con le bambole.

Il musicista non è un mestiere da donna.

Gli uomini non piangono.

Quanto contano gli stereotipi e le aspettative sui ruoli di genere durante la crescita?
Una mostra fotografica, un incontro e un concerto per riflettere sui meccanismi di riproduzione degli stereotipi uomo/donna attraverso un percorso che si sofferma sulle fasi più importanti dello sviluppo (infanzia, fanciullezza, preadolescenza, adolescenza).

Dalle 18.00 in poi presso il Centro Cinema San Biagio – Via Aldini, 24 – Cesena

Cliccate qui per ingrandire il programma.

1 febbraio 2012

La conquista dell’educazione da parte delle donne

di Komorebi

Vi aspettiamo venerdì 3 febbraio con la 4° puntata del ciclo “Genere ed Educazione“.
Nelle scorse puntate, grazie alla collaborazione del Csge, vi abbiamo raccontato in che modo, quando ci relazioniamo con  bebè, bambini e bambine e adolescenti , il genere influenzi profondamente il modo in cui ci rapportiamo a loro e questo fa si che, senza esserne consapevoli, impartiamo un’educazione differente a seconda del sesso.

Nella puntata di questo venerdì Mirella D’Ascenzo ci racconterà come è avvenuta la conquista dell’educazione da parte delle donne, con un excursus storico che arriverà fino ai giorni nostri, in cui l’elevatissima percentuale di donne insegnanti all’interno della scuola non ha significato garanzia di educazione paritaria,  libera dagli stereotipi di genere che condizionano la vita di ognuna di noi e le nostra possibilità di realizzazione.

Ci accompagneranno le sonorità arpeggianti e la voce squillante di Joanna Newsom.

Vi invitiamo a farci conoscere le vostre impressioni su questo ciclo di puntate, a condividere con noi riflessioni, esperienze e buone pratiche.

Buon ascolto!

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