Posts tagged ‘musica’

7 maggio 2014

Trasmissioni sospese

di Komorebi

Carissim*,

come annunciato nella puntata del 26 aprile, sabato scorso non siamo andate in onda. Non ci saremo nemmeno questo sabato 10 maggio. Questa piccola sospensione delle trasmissioni è dovuta ad una serie di sfortunati incastri degli impegni di vita delle vostre amate speakers :)

Non disperate però, perché questi sabati di assenza ci offrono due ottime possibilità:

1 – riproporvi alcune delle puntate di questa e delle passate stagioni, che magari avete perso o che avete voglia di risentire, e che trovate qui. Ogni puntata è corredata da una breve sinossi, in questo modo potete scegliere in base agli argomenti che vi interessano di più. In queste quattro stagioni abbiamo parlato di pubblicità, farmacologia di genere, virilità, obiezione di coscienza, moda, canoni estetici, lavoro, educazione, prostituzione, sessualità, politica, maternità, storia (donne nella Resistenza, donne nel Risorgimento), uomini e molto, molto altro!

2 – la seconda opportunità offerta da questa temporanea sospensione delle trasmissioni è quella di rinnovare il nostro invito a collaborare con il nostro progetto, ovvero:

WE WANT YOU!

Vogliamo allargare il collettivo di Frequenze di Genere e siamo alla ricerca di persone che abbiano voglia di collaborare con noi.

Non importa dove risiedete, nè quanto tempo avete da dedicare a FDG, né quanto sia lungo il vostro curriculum rispetto alle tematiche di genere: quello che conta è il desiderio di mettersi in gioco, imparare, confrontarsi e la curiosità di scoprire il mondo radiofonico in tutte le sue sfaccettature, da quelle più immediate (la diretta) a quelle invisibili, ma fondamentali, come il lavoro di preparazione.

Potete collaborare alle nostre rubriche culturali o musicali, proponendo artist* i cui brani accompagneranno le nostre puntate, o proponendo recensioni, che se vorrete potrete leggere proprio voi ai nostri microfoni.

Terminiamo dicendo che ci piacerebbe molto avrere collaborazioni anche maschili, perchè il genere riguarda entrambi e vorremmo far sentire  molteplici voci e di punti di vista.

Contattateci scrivendoci a frequenzedigenere[@]gmail.com.
Vi aspettiamo!

La redazione

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16 novembre 2013

David Bowie

di sciul
fonte foto qui

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Per ricollegarci alla selezione musicale della scorsa puntata, dove vi abbiamo proposto Lou Reed, e per non farci e non farvi mancare niente anche questa settimana, vi proponiamo un altro grandissimo del panorama musicale mondiale (e intergalattico!), un artista che non ha certo bisogno di presentazioni, stiamo parlando di David Bowie.
Lo colleghiamo a Lou Reed, perchè è uno degli innumerevoli artisti con i quali ha collaborato nel corso della sua prolifica carriera, e con il quale ha frequentato la celebre “Factory” di Wharol. Di questa si porterà dietro gli echi di travestitismo e di ambiguità sessuale che per un lunghissimo periodo propone nelle sue performance musicali, facendo leva sulla propria androginia, giocando con il tema dell’ ”alienità”, trasformandosi prima in Ziggy Stardust, poi in Halloween Jack e poi nell’efebico Duca Bianco, proponendo un’immagine della rock star in completa rottura col passato, divenendo icona del glam e dell’ambiguità di genere. La sua produzione è infinita e dalla metà degli anni ‘60 con le prime apparizioni, non si fermerà più fino ad oggi (l’ultimo album è proprio di quest’anno), attraversando quasi ogni genere musicale, prediligendo le sperimentazioni, dall’ elettronica al folk alla drum’n’bass, dall’ hard rock alla dance e divenendo precursore e ispiratore di moltissimi generi come la new wave e il glam rock.

Buon ascolto!

9 novembre 2013

Lou Reed

di sciul
Lou Reed e Laurie Anderson (fonte foto qui)

Lou Reed e Laurie Anderson (fonte foto qui)

Dedichiamo la rubrica musicale di oggi a Lou Reed, scomparso il 27 ottobre a Southampton (NY) all’età di 71 anni, cantautore e poeta senza pari.
Difficile sintetizzare in una manciata di minuti la vita artistica e non solo di un artista controverso, complesso, eccentrico, stravagante, trasgressivo, acuto e sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni e ispirazioni musicali. La sua produzione artistica è pressoché infinita, tant’è che dalla metà degli anni ‘60 non c’è stato un decennio in cui non abbia lasciato il segno, contribuendo allo sviluppo del genere rock in tutte le sue sfaccettature ed evoluzioni.
Fin da giovanissimo emerge il suo forte spirito ribelle, scandalizzando per la sua dichiarata ambiguità sessuale, in un decennio come quello degli anni ‘60 in cui le deviazioni sessuali dalla norma vengono considerate pericolose e da curare. Lui stesso verrà sottoposto alla traumatica esperienza dell’elettroshock che racconterà nel brano “Kill your sons”.
Ricordiamo la sua presenza epica all’ interno della formazione dei The Velvet Underground (ai quali abbiamo dedicato una puntata la scorsa stagione), che gli apre la strada oltre che del successo, della frequentazione della Factory di Andy Warhol, venendo in contatto con innumerevoli realtà e collaborazioni. Tra le tante ricordiamo quella con Dawid Bowie, che si offre di produrre il suo secondo album da solista poco dopo la rottura con i Velvet e forse il più famoso,“Transformer” del 1972. Nel corso degli anni e della sua produzione emerge con forza la ricerca musicale costante e mai banale verso nuove sonorità. come quella di “Metal Machine Music” del 75 in cui entrano con prepotenza le sperimentazioni elettroniche che privilegiano lo strumentale piuttosto che il cantato o “Coney Island Baby” dello stesso anno in cui si ritrova la sua vena compositiva cantautorale, fino ad arrivare a produzioni più recenti come “Ecstasy” del 2000, dedicato a Laurie Anderson, sua musa ispiratrice e compagna, che non è altro che la conferma di un talento intramontabile.
Vi invitiamo ad esplorare la corposa discografia di questo grande artista e la biografia di una vita molto intensa e vissuta fino all’ultimo respiro.

Buon ascolto!

27 ottobre 2013

Melody Gardot

di sciul
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Con la selezione di questa settimana vi presentiamo Melody Gardot, cantante jazz americana. La sua storia è molto particolare: fin da piccola Melody riceve un’educazione musicale tanto che da adolescente iniziano le prime performance sui palchi di Philadelphia. Questo fino al 2003 quando subisce un incidente molto grave con danni alla corteccia cerebrale e quindi a molte delle funzioni vitali. Grazie ad un programma speciale di riabilitazione recupera tutte le proprie, notevoli, funzioni vocali e musicali grazie alla musicoterapia, che ancora oggi lei stessa finanzia e sostiene.
I suoi brani, molto delicati, spaziano dal jazz al blues, e non mancano atmosfere latineggianti, specialmente nel suo ultimo bellissimo album “The Absence” del 2012.

 Buon ascolto!

19 ottobre 2013

The Irrepressibles

di sciul
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Con l’inizio di questa bella nuova stagione, riprende anche la selezione musicale settimanale, in cui ogni sabato vi proporremo un nuovo gruppo o artista, dalla cui musica attingere, per deliziare le vostre orecchie nel corso della puntata.

Questa settimana iniziamo con The Irrepressibles, un gruppo, o per meglio dire un’orchestra di origini inglesi attualmente composta da 6 elementi, appartenenti ad un genere tutto particolare che è il baroque-pop.
Questo gruppo deve la propria originalità in primis alla presenza del cantante e compositore dei brani Jamie McDermott che riesce a giocare con la propria voce passando con disinvoltura dal falsetto al cantato quasi tenorile, donando ad ogni brano un tocco di grande delicatezza, ma anche di forte pomposità ed aulicità, accompagnato da un sincretismo di suoni orchestrali e sintetici insieme. La maggior parte dei brani lasciano trasparire una forte militanza del gruppo e in particolare di Jamie nel rispetto dei diritti e nella libertà di espressione nel mondo LGBT. Soprattutto nell’ ultimo album “Nude” del 2012, che rispetto al primo è molto più intimista, Jamie dichiara di essersi messo appunto a nudo, come lascia presagire il titolo, e parla in modo esplicito della propria esperienza personale, toccando temi quali il bullismo nei confronti delle persone omosessuali e l’amore tra uomini, vedi il brano “Two Men In Love”.
Altra caratteristica che rende questo gruppo molto attraente è la teatralità dei propri concerti, con i componenti che si esibiscono in costumi barocchi dal tocco queer e che si lanciano in scenografie danzerecce al ritmo della musica che essi stessi suonano, sotto gli occhi affascinati degli spettatori.
The Irrepressibles si esibiranno nell’ambito della rassegna Gender Bender, che come ogni anno a Bologna propone sempre eventi di altissimo livello, il giorno 30 ottobre presso i Teatri di Vita a Borgo Panigale.
Noi ci saremo e voi?

8 giugno 2013

Imelda May

di sciul
Imelda May - Other Voices 8 - Dingle - Monday 7 December

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L’artista della settimana che abbiamo scelto per chiudere in bellezza questa terza stagione è Imelda May, musicista e cantautrice originaria di Dublino. Inizia la sua carriera giovanissima, a sedici anni esibendosi con diverse band locali, prima di formare il proprio gruppo nel 2002. Come vi accorgerete tra poco Imelda May ha una voce limpida e decisa, dal tocco anni ‘50, tanto che è stata paragonata alla grande Billie Holiday, di cui lei stessa ripercorre le orme. Tutto questo grazie alle atmosfere vintage che ricrea nei suoi brani, non solo per i testi estremamente ironici e divertenti, ma anche per i ritmi jazzati che talvolta sconfinano nel blues, e più spesso diventano frenetici fino ad assumere un’irresistibile sound rockabilly.

I brani che vi proporremo vengono dai tre album di Imelda May:“No Turning Back” del 2003, “Love Tattoo” del 2008 e “Mayhem” del 2010.

Buone danze e buon ascolto!

2 giugno 2013

Gianna Nannini

di sciul
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L’artista che abbiamo scelto questa settimana per voi è Gianna Nannini, senese classe 1954, che può essere definita senza timore di smentita “la signora del rock italiano”. Dopo gli studi di pianoforte al Conservatorio di Lucca, esordisce ufficialmente nel mondo della musica con la pubblicazione dell’album “Gianna Nannini” nel 1976 e da quel momento la sua stella non si è mai eclissata. Il primo singolo di grande successo della rocker è sicuramente “America”del 1979, brano anticonvenzionale dedicato all’autoerotismo femminile, argomento tutt’ora oggetto di tabù. Molti dei pezzi della Nannini sono diventati capisaldi della musica italiana: si pensi a “Fotoromanza”, “Bello e Impossibile”, “Profumo”.  Donna controcorrente e lontana dagli stereotipi, ha sempre difeso con tenacia la sua vitaprivata,limitandosi a definirsi bisessuale in una controversa intervista rilasciata nel 2002, ma rifiutandosi sempre di fornire ulteriori dettagli e di dare in pasto la sua privacy alla stampa.

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25 maggio 2013

Grace Slick

di sciul
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L’artista che vi presentiamo questa settimana è Grace Barnett Wing, cantante statunitense meglio conosciuta come Grace Slick e celebre per essere stata la vocalist dei Jefferson Airplane. I Jefferson Airplane, per chi non li conoscesse, sono un gruppo originario di San Francisco formatosi nel 1965 e che ben presto divenne nella scena musicale americana, ed internazionale, il massimo esponente di una cultura che iniziò a diffondersi in piena rottura con gli ideali di una società conservatrice e tradizionalista come quella americana prima degli anni ‘60. Stiamo parlando del movimento degli “hippie” che con i loro ideali rivoluzionari riempivano le arene di festival partecipatissimi come quello di Monterey, Woodstock, Altamont.

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18 maggio 2013

Nirvana

di sciul

nirvanaPer quanto riguarda la selezione musicale, questa settimana apriamo il ciclo sul tema della maternità  con niente meno che i Nirvana, gruppo che è stato il maggior esponente del “grunge”, un genere musicale nato a Seattle negli anni ‘90. Vi chiederete cosa c’entra una band composta da 3 giovani sbandati “anti-divi” con l’essere madre e tutto quello che ne consegue o non ne consegue. Abbiamo scelto questo gruppo per una serie di svariati motivi: sicuramente dal punto di vista musicale ben rappresenta lo stile e la modalità irriverente col quale intendiamo affrontare un tema complesso e che ben si presta a fraintendimenti o comunque ad una visione socialmente “corretta” di un fenomeno come quello della maternità, cosa che andremo ad approfondire anche grazie alle interviste che avrete occasione di ascoltare. Inoltre i Nirvana ed in particolare il frontman ed autore di molti testi, il celebre Kurt Cobain (purtroppo morto prematuramente), trattano sovente nei loro brani e da un punto di vista tutt’ altro che banale, non solo il tema della maternità, ma anche in generale temi che riguardano i ruoli legati al genere e il maschilismo della società, in una visione assolutamente pro-femminista.

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11 maggio 2013

Bat For Lashes

di sciul
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Il gruppo che vi presentiamo questa settimana è quello dei Bat For Lashes, che in verità più che un gruppo è il progetto musicale di Natasha Khan, ideatrice e compositrice dei brani, che fa ruotare attorno a sé formazioni di musicisti e collaboratori che mutano nel tempo.
Natasha Khan, di madre inglese e padre pakistano, definita come la cantastorie del nuovo millennio, è polistrumentista oltre che essere cantante e compositrice dei suoi brani. Con il progetto Bat For Lashes reinterpreta ed esplora i meandri di uno stile indie molto personale, fatto di arpeggi elettronici su basi folk, anche se nel tempo e negli album che si succedono la tendenza è quella di andare verso suoni meno “immediati”, fatti di una presenza molto forte della sua voce accompagnata da effetti sonori con prevalenza di basi elettroniche, il tutto a ricrerare un’atmosfera onirica, ma allo stesso tempo fredda e a tratti cupa, in un effetto finale molto ammaliante.
Il suo talento viene riconosciuto fin dall’uscita del primo album, “Fur and Gold” nel 2006, a seguito del quale Bjork si dichiara sua fan e Tom Yorke dei Radiohead la cerca per una serie di collaborazioni insieme. Seguiranno nel 2009 “Two Suns” , ispirato da un periodo passato negli Stati Uniti e “The Haunted Man” uscito ad ottobre 2012, che come lascia presagire il titolo, è molto più irrequieto ed enigmatico dei precedenti.

Buon ascolto!

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