Posts tagged ‘obiezione di coscienza’

6 aprile 2013

On line la puntata di oggi 6 aprile 2013

di Komorebi

Per chi se la fosse persa o avesse voglia di riscoltarla, ecco qui la puntata in cui insieme a Francesca Bertolani abbiamo parlato di Simone Weil e di come i temi su cui questa filosofa si interrogava e le risposte che si è data più di mezzo secolo fa possono aiutare a sviluppare il nostro senso critico e comprendere la contemporaneità.

Siamo poi tornate sul tema dell’obiezione di coscienza, raccontandovi due notizie importanti sui medici obiettori negli ospedali e sulla pillola del giorno dopo, per poi invitarvi a fare (o far fare) uninterrogazione nei vostri Comuni.

A seguire, come di consueto, la Cronaca di Genere, perchè anche le notizie hanno un sesso.

Buon ascolto!

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3 aprile 2013

Interrogazione su obiezione 194: fatela anche nei vostri Comuni!

di Komorebi

Ci siamo salutati quasi due settimane fa, con una puntata in cui abbiamo commentato le prime reazioni al mailbombing contro l’obiezione di coscienza promosso da Fdg e a cui hanno aderito tanti ascoltatori e asoltatrici. Un’ azione importante a cui vogliamo dare visibilità è quella di Mattia Zucchini,  consigliere comunale del Comune di San Giorgio di Piano, che a seguito dell’iniziativa ha sottoposto un’interrogazione al Consiglio Comunale affinchè si adoperi per verificare il livello di obiezione di coscienza nel territorio di sua competenza (medici e farmacie comprese).

Trovate il testo integrale qui sotto: in accordo con Mattia lo pubblichiamo per fornire un possibile strumento a consiglier* e assessor*  che vogliano fare qualcosa per dare rilievo alla questione e sviluppare un dibattito all’interno dei loro Comuni.

Vi aggiorneremo sugli sviluppi e, se anche voi agirete nei vostri Comuni, vi invitiamo a fare lo stesso.

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CONSIGLIO COMUNALE DI SAN GIORGIO DI PIANO

Seduta del 25/03/2013

Io sottoscritto Mattia Zucchini, nella mia qualifica di Consigliere Comunale, ai sensi dell’art. 28 del Regolamento per il funzionamento e l’organizzazione del Consiglio Comunale

premesso che

– si sta verificando ormai da alcuni anni, su tutto il territorio nazionale, un grave problema rispetto all’attuazione della legge 194/78 (normativa sulla tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza), determinato, soprattutto in alcune aree del Paese, dalla presenza di un alto tasso di medici, anestesisti ed infermieri che attuano la scelta della obiezione di coscienza;

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23 marzo 2013

Puntata del 23 marzo on line!

di Komorebi

Carissim*,

ecco a voi la puntata di oggi, in cui insieme ad Alessandra Cosimato di Coocon Projects abbiamo parlato del progetto #noviolenza#donne. Terminata l’intervista ad Alessandra abbiamo commentato il mailbombing che abbiamo promosso questa settimana, alla luce di notizie di cronaca come questa. Per fortuna, esistono anche campagne come questa.
Siete a conoscenza di quale sia la percentuali degli obiettori di coscienza sulla 194  in Italia?
Sapete che sulla pillola del giorno dopo non possono obiettare nè medici nè farmacisti, altrimenti potete denunciarli alle forze dell’ordine?
Cosa fare quando in una struttura ospedaliera pubblica vi dicono che non si praticano aborti? Qui le risposte.
Aspettiamo le vostre opinioni!

A seguire 30 minuti di Cronaca di Genere.

Buon ascolto!

18 marzo 2013

Mailbombing contro l’Obiezione di coscienza

di Komorebi

2013-03-17 16.38.13

Giovedì 21 marzo a San Giorgio di Piano (BO) si terrà un incontro pubblico del movimento “Scienza e vita”. Per chi non lo conoscesse questo movimento (cattolico) è lo stesso che si è adoperato ai tempi del referendum sulla legge sulla fecondazione assistita affinchè il testo rimanesse la barbarie che era (e che tutt’ora è), ma in particolare sostengono e diffondono l’obiezione di coscienza in campo medico, soprattutto per quanto riguarda la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza: in Italia sta diventando impossibile interrompere una gravidanza, a causa di medici e personale sanitario composto al 70% di obiettori, in alcune regioni si arriva addirittura all’ 85%.
(consigliamo in proposito questa puntata, per informarsi sui diritti delle donne in materia e conoscere l’esistenza di ginecologi cattolici non obiettori)

Dato che esprimere il proprio pensiero è un diritto inalienabile, ma appoggiarlo come istituzione, associazione o banca una scelta precisa, abbiamo pensato allora di scrivere a chi sostiene questa iniziativa, ovvero:

– Comune di San Giorgio di Piano
-Pro Loco San Giorgio di Piano
-Emilbanca – Filiale di San Giorgio di Piano
– Associazione Italiana donatori midollo osseo

Se siete d’accordo con noi e volete manifestare il vostro dissenso potete scrivere a questi indirizzi:

proloco@sangiorgiodipiano.net

sindaco@comune.san-giorgio-di-piano.bo.it

info@admoemiliaromagna.it

sangiorgio@emilbanca.it

scrivendo una vostra mail personale, o condividendo questo testo:

Alla C.A. Amministratori Comunali – Comune di San Giorgio di Piano,
direttore Emilbanca filiale di San Giorgio di Piano,
responsabile Admo,
presidente Pro Loco San Giorgio di Piano

Gentilissimi e gentilissime,
come cittadina devo manifestare la mia delusione nel vedere apposti i vostri loghi sul volantino dell’iniziativa che si terrà giovedì prossimo venturo a San Giorgio di Piano, “Ricerca, etica, diritto alla vita: questioni di coscienza”.
E’ diritto del singolo poter manifestare liberamente il proprio credo, sia ideologico che religioso. Diverso però il fatto che un’istituzione, un’associazione o una banca appoggino l’incontro di un movimento, quello Scienza e Vita, che propone una visione della medicina e della società che riporterebbe la vita delle donne – e non solo – a tempi bui e dolorosi: mi riferisco in particolare al tema dell’obiezione di coscienza, a loro tanto caro  e per la cui diffusione si sono tanto adoperati,  soprattutto rispetto alla legge sull’Interruzione Volontaria di Gravidanza.
Nel 2013, in uno Stato del “Primo Mondo” come il nostro, è inconcepibile che si metta ancora in discussione la scelta di una donna rispetto alla possibilità di diventare o non diventare madre.

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21 giugno 2012

#APPLY 194

di Komorebi

Ieri, 20 giugno 2012, la Consulta ha decretato inammissibile la questione sollevata da un giudice di Spoleto che riteneva la legge 194 sull’Interruzione volontaria di gravidanza contraria ad alcuni articoli della nostra Costituzione. Se da un lato stiamo tirando un sospiro di sollievo assolutamente non scontato di questi tempi, in cui i nostri diritti sono continuamente sotto attacco, da un altro lato mai come ora che la questione ha ricevuto attenzione (non di certo grazie ai giornali, bensì grazie al grande lavoro di sensibilizzazione fatto dal basso) è necessario stare in allerta e continuare l’opera di sensibilizzazione e lotta:  troppa è la tutela degli obiettori di coscienza a discapito dei diritti e della salute delle donne. La loro presenza nelle strutture sanitarie pubbliche, stimata tra il 70 e l’80%, con picchi che raggiungono addirittura il 90% in alcune regioni italiane, rendono per molte donne inapplicabile un diritto sancito per legge. Condividiamo anche noi questo post, dal blog di Loredana Lipperini.

E’ accaduto ieri. Mentre i giudici della Consulta decidevano sulla legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge 194 sull’interruzione di gravidanza, erano a Roma, Napoli, Salerno, Bologna, L’Aquila, Mestre, Torino, Milano, Livorno, Reggio Calabria. Erano a Londra. Erano in rete: su Facebook, dove venivano condivise notizie e fotografie dai presidi. Erano su Twitter, dove l’hashtag #save194 veniva rilanciato continuamente fino all’annuncio: la Corte respinge il ricorso giudicando “manifestamente inammissibile” la questione di legittimità sollevata.
Erano le donne e gli uomini che ribadivano diritto di scelta. La sentenza ha dato loro ragione.
Tutto finito? No. Tutto comincia, e comincia adesso.

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10 novembre 2011

Comunicato dell’assemblea plenaria del Feminist Blog Camp contro gli attacchi regionali all’autodeterminazione delle donne

di Komorebi

In attesa di raccontarvi dettagliatamente l’intensa esperienza che abbiamo vissuto partecipando al Feminist Blog Camp, tenutosi dal 28 al 30 ottobre a Torino, desideriamo condividere con voi  il Comunicato dell’assemblea plenaria del Feminist Blog Camp contro gli attacchi regionali all’autodeterminazione delle donne:

Siamo donne, ragazze, studentesse, precarie, disoccupate, provenienti da differenti città, appartenenti a collettivi di genere e percorsi di autodeterminazione. Da tempo siamo impegnate nelle nostre regioni a contrastare quelle politiche sociosanitarie che minano, seppur in modi differenti, l’autodeterminazione delle donne in tema di scelta di maternità; in particolare l’introduzione del volontariato pro vita nei consultori e la privatizzazione dei servizi sanitari che si accompagnano a quella capillare diffusione dell’obiezione di coscienza come vero e proprio dispositivo per normare le nostre condotte e sessualità. Il Feminist Blog Camp è stata per noi occasione di incontro e condivisione. Un incontro dal quale non abbiamo potuto che trarre conferma all’idea che questi attacchi siano assolutamente trasversali e che le singole regioni rappresentino il laboratorio di un disegno più ampio, volto a generalizzare questo modello sociosanitario in tutta Italia.

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5 giugno 2011

Obiezione: qualche dato e una domanda

di Komorebi

Secondo quanto si evince dalla Relazione del Ministro della Salute del 29 luglio 2009, negli ultimi anni l’obiezione di coscienza all’interno delle strutture pubbliche ha raggiunto percentuali decisamente preoccupanti.

Nel corso del tempo si è assistito ad un progressivo aumento del fenomeno fino ad arrivare ad un dato allarmante: nel 2007 la media italiana dei ginecologi obiettori di coscienza è stata del 70,5%, con punte che superano l’80% in regioni quali il Lazio (85,6%), la Basilicata (84.1%), la Campania (83.9%), la Sicilia (83.5%) e il Molise (82.8%). Ciò significa che una donna “autorizzata” ad interrompere la gravidanza, ha quattro possibilità su cinque di sentirsi rifiutare la prestazione a cui ha diritto.

Nonostante la legge sembri tutelarla, ricorrenti fatti di cronaca dimostrano che la realtà è ben diversa. Si arriva quindi al paradosso che, proprio all’interno della legge che dovrebbe garantire il diritto all’interruzione di gravidanza, più che la donna viene tutelato l’obiettore di coscienza: “Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non e’ tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione”. Il personale delle strutture pubbliche che si dichiari obiettore di coscienza può rifiutarsi di rendere il servizio, senza subire alcun tipo di sanzione.

Ma è giusto chiamare obiettori di coscienza persone che non si assumono in nessun modo la responsabilità della loro obiezione, facendola ricadere in tutto e per tutto sulle spalle della donne?

 

4 giugno 2011

Undicesima Puntata – Obiettori di Coscienza

di Komorebi

Nella puntata in onda lunedì 6 giugno parleremo di medici obiettori di coscienza rispetto alla legge 194/78 sull’interruzione di gravidanza.

Da una ricerca presentata nel 2009 dal Ministero della Sanità risulta che in Italia più del 70% dei medici e ausilari nelle strutture sanitarie pubbliche sia obiettore di coscienza, una situazione che rende un diritto teoricamente garantito per legge, lontano dall’essere tale nella pratica.
Quali i motivi di queste cifre? Ci si può dichiarare obiettori di coscienza anche nei confronti della cosiddetta “pillola del giorno dopo”? I farmacisti possono obiettare?
E’ corretto chiamare obiezione di coscienza un’azione le cui conseguenze non ricadono sull’obiettore, ma su un soggetto terzo – in questo caso la donna?

A queste ed altre domande cercheremo di dare risposta con l’aiuto di Elisabetta Canitano, ginecologa e presidentessa dell’associazione Vita di Donna.
Contribuirà inoltre alla nostra riflessione il presidente dell’Associazione Ginecologi Territoriali, Giovanni Fattorini, medico ginecologo, cattolico e NON obiettore.

Ritorna la rubrica “Cult“, questa settimana a cura di Lorenzo Biagini.
Janis Joplin accompagnerà con la sua voce roca e inconfondibile questa intensa puntata.

Buon ascolto!
Frequenze di Genere

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