Posts tagged ‘violenza contro le donne’

21 novembre 2014

Un dizionario ragionato della violenza contro le donne

di Komorebi

lessico familiareIn questa puntata Chiara Cretella e Inma Mora Sánchez ci parlano del loro libro “Lessico Familiare” sul corretto utilizzo delle parole della violenza di genere, per poi discutere insieme delle recenti paure intorno alle teorie del gender.

Ultimamente si parla molto di violenza contro le donne, ma spesso, purtroppo, se ne parla male. Si fa confusione coi termini, si racconta il problema in maniera parziale, senza una capacità di analisi che sappia collegare a questo fenomeno atti e situazioni apparentemetne ad esso estranei.

Per parlare di violenza di genere in maniera consapevole ecco quindi un libro, disponibile nelle librerie dalla prossima settimana e presentanto in anteprima ai nostri microfoni, che fa chiarezza sulla terminologia. Sapete qual è la differenza tra femminicidio e femicidio? O cosa sono le discriminazioni indirette? E quale collegamento c’è tra specismo e sessismo? Questi alcuni dei temi trattati da Chiara Cretella e Inma Mora Sánchez. e illustrati nel corso della puntata

A seguire abbiamo parlato del decalogo apparso su Famiglia Cristiana per spiegare ai genitori come difendersi dalla “teoria del gender”. Ma esiste una teoria del gender? E soprattutto: ha senso piangere per un ragazzo che si suicida perchè vittima di bullismo per la sua omosessualità e poi vietare le inizative che trattino educazione sessuale, sentimentale, libertà di sviluppo della propria identità, magari chiedendo ai professori di religione di segnalare le scuole che attuano tali progetti? Ha senso organizzare iniziative di sensibilizzazione contro la violenza alle donne e poi ostacolare quei progetti che aiuterebbero a sviluppare relazioni positive tra ragazzi e ragazze?

Ci hanno accompagnate i brani di Patty Smith, in tour in Italia a partire dal 1° dicembre.

Trovate la puntata qui, buon ascolto!

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10 novembre 2012

Puntata del 10 Novembre

di huicholes

Continuiamo il ciclo sulla violenza contro le donne. Quest’anno vogliamo analizzare la violenza di genere dal punto di vista di chi questa violenza la attua, cioè gli uomini. In questa puntata intervistiamo Monica Dotti, coordinatrice del centro LDV (Liberiamoci Della Violenza) di Modena, centro di accompagnamento al cambiamento per uomini.

A seguire, come ogni puntata, la cronaca di genere.

7 novembre 2012

Violenza contro le donne: la prima puntata del ciclo ora disponibile online!

di sciul

Non perdetevi la puntata di sabato 3 Novembre, in cui abbiamo inaugurato il ciclo dedicato alla violenza contro le donne, con tante novità: oltre a presentarvi il ciclo, è tornata finalmente con noi in studio Stefania, inoltre abbiamo intervistato Elisa Coco di Comunicattive e Angela Romanin che ci ha parlato del Festival della Violenza Illustrata.

Ascoltateci!

3 febbraio 2012

Quanto è grave uno stupro?

di Komorebi

Ci offende profondamente la decisione della Corte di Cassazione a proposito dello stupro di gruppo, in cui “il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma può applicare misure cautelari alternative”.

Sappiamo che parlare di carcerazione preventiva fa scivolare il dibattito sul contrasto tra una detenzione che avviene prima del giusto processo e un sistema giudiziario che dovrebbe tutelare ambo le parti, fino alla sentenza.

Sappiamo anche, però, che la carcerzione preventiva è ritenuta misura cautelare irrinunciabile  in situazioni che la giurisprudenza ha ritenuto essere di particolare gravità, come i reati che concernono la criminalità organizzata e mafiosa:  si collega dunque il carcere preventivo obbligatorio al livello di gravità dell’atto criminoso commesso.

Per questo chiediamo: quanto è grave uno stupro di gruppo nella scala di valori del nostro sistema giudiziaro?

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15 novembre 2011

NON E’ “TROPPO AMORE”!

di Komorebi

Leggo oggi in un articolo su Repubblica.it che a gennaio del 2012 la Rai manderà in onda un ciclo di quattro film che racconteranno della violenza contro le donne: la produttrice è Claudia Mori, la sigla sarà un singolo inedito di Gianna Nannini uscito in questi giorni. Fin qui tutto bene, anzi: nel corso della prima intervista a Caterina Righi del centro antiviolenza di Bologna auspicavamo proprio una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al fenomeno, mediante una diffusione più estesa delle informazioni al riguardo e certamente il grado di diffusione di un messaggio veicolato da una fiction Rai  è molto alto. Arrivo però a leggere quale sarà il titolo di questa serie e qui rimango di stucco: “Troppo amore“. Non ci voglio credere. Utilizzare la parola “amore” nel titolo di una serie televisiva sulla violenza alle donne  significa cancellare  l’ottimo intento  alla base di questo prodotto televisivo, significa offrire a milioni di telespettatori un’informazione errata sul tema, significa generare o contribuire a mantenere nel pubblico una percezione distorta del fenomeno. Sarebbe stato importante invece scegliere un titolo che ribadisse con forza che la violenza contro le donne non c’entra nulla con l’amore: non è un’esplosione di amore quella che porta gli uomini a controllare, svilire, picchiare, legare, violentare e uccidere le proprie compagne (o ex compagne). Non è amore la gelosia accecante e  non è amore nemmeno il senso di possesso nei confronti della propria partner o ex partner.
E’ necessario fare uno sforzo mentale, sia individuale che collettivo, per ripulire il nostro linguaggio dalle espressioni stereotipate, così profondamente radicate in noi da non farci percepire la gravità di ciò che stiamo dicendo e da rendere contradditoria un’iniziativa, come quella della fiction sulla violenza, sviluppata probabilmente con i migliori propositi.
Non può che tornarmi in mente una frase di Chiara Cretella, che in occasione dell’intervista per la presentazione del festival “La Violenza Illustrata” ci ha detto “in realtà di violenza molto si parla, ma il grande problema è che se ne parla male

Le parole sono importanti!

13 novembre 2011

Di cosa parliamo quando parliamo di violenza contro le donne?

di Komorebi

Con la puntata di venerdì 11 novembre abbiamo dato il via ad un ciclo di tre puntate sul tema della violenza contro le donne. Vi riportiamo l’intervista a Caterina Righi, operatrice della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna.

Benvenuta Caterina. Perché parliamo di violenza contro le donne, in cosa differisce dalle altre forme di violenza?

E’ una violenza che le donne subiscono in quanto donne e la subiscono in ogni parte del mondo. In particolare, la violenza di cui mi occupo io è quella che la donna subisce da parte del partner o dell’ ex-partner.

Chi sono gli uomini che compiono atti di violenza contro le donne?

Sono uomini che possono intendersi come uomini “normali”, con una vita sociale e un’attività lavorativa, in grado di avere relazioni sociali che funzionano molto bene e che poi nell’ambito della relazione affettiva compiono violenza: non esiste una tipologia di uomini, nè di donne, è un fenomeno che si manifesta indipendentemente dall’età, dalla provenienza etnica e dallo status sociale: quando parliamo di violenza contro le donne ci troviamo di fronte ad un fenomeno trasversale.

Quanto è diffusa la violenza contro le donne?

Noi dal 1990 al 2006 abbiamo avuto una media costante di 350 nuovi accessi all’anno, ovvero 350 donne “nuove” che si sono rivolte a noi per avere aiuto rispetto ad una situazione di violenza, che di anno in anno si sono andate a sommare alle donne che il centro seguiva già. Dal 2006 ad oggi il numero sta lievitando e in media ci contattano tra le 550 e le 600 donne nuove all’anno. Dai dati della ricerca Istat del 2007 risulta che il 30% di un campione di 20.000 donne ha ammesso di aver subito almeno una volta violenza da parte di un partner, ma di questo grande numero solo un 4% ha detto di essersi rivolto ad un centro antiviolenza o ai servizi sociali: ciò significa che il sommerso è tuttora molto diffuso e c’è molto silenzio rispetto a queste situazioni.

I dati italiani  sono in linea con gli altri dati europei e mondiali?

Sì, sono dati assolutamente coerenti. In realtà non esiste ancora una raccolta nazionale sui dati della violenza domestica, a parte quelli di un’unica ricerca Istat del 2007. A livello regionale il nostro centro, che è attivo da più di 20 anni, ha sviluppato insieme ad altri centri dell’Emilia Romagna  una raccolta dati annuale, iniziata nel 1995, e i  dati che abbiamo raccolto sono coerenti con altri dati raccolti a livello europeo e mondiale. Questo ci ha permesso di vedere i cambiamenti nel corso del tempo, come il fatto che le donne si rivolgono ora ai centri antiviolenza prima che in passato: all’inizio degli anni ’90 infatti si rivolgevano a noi dopo una media di 10 anni di violenze subite, ora la media si aggira intorno ai 3-5 anni.
La mia percezione personale poi è che stanno aumentando molto le donne giovani che arrivano  al nostro centro con relazioni molto recenti rispetto alla violenza.

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9 novembre 2011

Violenza contro le donne – I parte

di Komorebi

Inizia venerdì 11 novembre la prima di tre puntate dedicate al tema della VIOLENZA CONTRO LE DONNE.  Dopo avervi segnalato alcuni dati in occasione della presentazione del festival “La violenza illustrata” (Bologna, 8 novembre – 3 dicembre 2011), approfondiremo questo fenomeno, tanto diffuso nella nostra società, quanto celato, con l’aiuto di Caterina Righi, operatrice della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna.

Perchè si parla specificamente di “violenza contro le donne”? In cosa si distingue dalle altre forme di violenza?
Quante sono le donne che subiscono o hanno subito violenza in Italia? E in Europa? E nel mondo?
Perchè una donna fatica tanto a liberarsi da una relazione violenta?
Per quale motivo un fenomeno così diffuso è ancora così poco conosciuto?
Cosa si intende per violenza fisica e sessuale all’interno di una relazione affettiva?
Chi sono gli uomini che usano violenza contro le donne? Sono facilmente identificabili o  anche i soggetti più insospettabili possono essere autori di violenza?

Queste solo alcune delle domande a cui Caterina ci aiuterà a dare risposta venerdì 11 novembre, sempre dalle 13.30 alle 14, sempre su Radio Città Fujiko.

La redazione

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