Archive for novembre, 2014

28 novembre 2014

Puntata 28 Novembre

di sciul

NoiNo1-e1382782745293-680x365Abbiamo intervistato Giannandrea Bultrini dello studio talpa che insieme a Comunicattive ha promosso la campagna NOINO, che non è nè un movimento, nè un’associazione ma una rete di uomini che condividono l’impegno di rifiutare la violenza maschile contro le donne, chiaramente ed in pubblico..

Successivamente abbiamo commentato due notizie di femminicidi avvenute in settimana e la proposta di legge della vicepresidenta del senato Valeria Fedeli, che ha presentato un disegno di legge per introdurre nelle scuole l’educazione di genere.

Una bella novità invece l’apertura in Umea, nel nord della Svezia, del primo museo femminista dedicato al ruolo della donna nel passato, presente e futuro, che propone due mostre temporanee, una sull’invecchiamento e l’altra intitolata “Radici”.

Per finire in bellezza, la pazza idea di due imprenditori biotech della Silicon Valley che hanno pensato bene di creare un prodotto che permetta alle donne di cambiare l’odore dei propri genitali, perchè lo ritengono un diritto fondamentale. La loro proposta? Una vagina che profumi di pesca.

Infine gli appuntamenti che vedono coinvolte Mari e Stefi il 28 Novembre a Parma, nell’incontro “Sai cosa compri?” e il 29 Novembre Viviana a Granarolo dell’Emilia nella conferenza “La mala educazione di genere”, che indaga il sottile confine tra musica e violenza nella letteratura e nella musica giovanile.

Potete ascoltare la puntata qui.

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21 novembre 2014

Un dizionario ragionato della violenza contro le donne

di Komorebi

lessico familiareIn questa puntata Chiara Cretella e Inma Mora Sánchez ci parlano del loro libro “Lessico Familiare” sul corretto utilizzo delle parole della violenza di genere, per poi discutere insieme delle recenti paure intorno alle teorie del gender.

Ultimamente si parla molto di violenza contro le donne, ma spesso, purtroppo, se ne parla male. Si fa confusione coi termini, si racconta il problema in maniera parziale, senza una capacità di analisi che sappia collegare a questo fenomeno atti e situazioni apparentemetne ad esso estranei.

Per parlare di violenza di genere in maniera consapevole ecco quindi un libro, disponibile nelle librerie dalla prossima settimana e presentanto in anteprima ai nostri microfoni, che fa chiarezza sulla terminologia. Sapete qual è la differenza tra femminicidio e femicidio? O cosa sono le discriminazioni indirette? E quale collegamento c’è tra specismo e sessismo? Questi alcuni dei temi trattati da Chiara Cretella e Inma Mora Sánchez. e illustrati nel corso della puntata

A seguire abbiamo parlato del decalogo apparso su Famiglia Cristiana per spiegare ai genitori come difendersi dalla “teoria del gender”. Ma esiste una teoria del gender? E soprattutto: ha senso piangere per un ragazzo che si suicida perchè vittima di bullismo per la sua omosessualità e poi vietare le inizative che trattino educazione sessuale, sentimentale, libertà di sviluppo della propria identità, magari chiedendo ai professori di religione di segnalare le scuole che attuano tali progetti? Ha senso organizzare iniziative di sensibilizzazione contro la violenza alle donne e poi ostacolare quei progetti che aiuterebbero a sviluppare relazioni positive tra ragazzi e ragazze?

Ci hanno accompagnate i brani di Patty Smith, in tour in Italia a partire dal 1° dicembre.

Trovate la puntata qui, buon ascolto!

17 novembre 2014

Perché se Donna non si nasce, Cagna si può diventare.

di sciul

devenir-perra-slavinaNon riesco a smettere di pensare allo spettacolo di ieri sera, le parole mi risuonano nella testa e mi toccano una miriade di corde. Ieri, presso il Centro delle Donne di Bologna, ho avuto la fortuna di assistere a “Devenir Perra”, spettacolo di Slavina, una porno attivista, come lei stessa si definisce, molto impegnata sul tema della performatività dei corpi e della sessualità, calati in un contesto sociale e politico, con l’intento di sovvertire e smascherare tutte le “regole” dentro le quali, volenti o nolenti siamo stati calati e ingabbiati, spesso senza esserne consapevoli.
Quella di Slavina è una ribellione giocosa, e il suo mezzo principale è il sesso. Il sesso come strumento orizzontale di conoscenza che ci permette di avvicinare l’altro, in uno scambio di piacere che non chiede in cambio nulla, ma che è solo amore e divertimento, in tutte le sue forme possibili.

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15 novembre 2014

Happy Hand

di huicholes

Intervista con Angela Romanin sull’edizione 2014 del festival La violenza illustrata

In questa puhappy hand_316x_995b4e544cd660e6f04185e0a5e7d907ntata abbiamo intervistato Angela Romanin, che ci ha parlato della IX edizione del Festival La violenza illustrata. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Happy hand”. A seguire abbiamo commentato come di consueto le notizie di Cronaca di Genere e ricordato l’iniziativa Movember, che si svolge durante tutto il mese di novembre, e ha l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro alla prostata e ai testicoli, mediante la sensibilizzazione e l’organizzazione di eventi. Ci ha fatto compagnia la musica dei Massimo Volume.

Potete ascoltare la puntata QUI.

8 novembre 2014

Performing Gender

di huicholes

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Anche quest’anno il Gender Bender ha ospitato opere e artisti di grande rilievo, suscitando scalpore nel pubblico che, come nelle passate edizioni, è stato numeroso e partecipe.

All’interno del festival si è svolta, per il secondo anno, la rassegna Performing Gender: un progetto europeo di danza contemporanea che usa arte e cultura per riflettere sulle differenze di genere e di orientamento sessuale.

Un anno dopo il workshop del 2013, gli artisti di Performing Gender hanno presentato al Mambo le loro creazioni finali come parte della visita al museo. Cristina Henríquez, Juanjo Arquéz, Riccardo Buscarini e Vlasta Delimar hanno portato gli spettatori a interrogarsi e riflettere su relazioni di potere e identità di genere.

In Blur, Riccardo Buscarini si muove e danza intrappolato in una rede, trasmettendo un senso di incertezza e ambiguità, uno spazio da lui stesso definito meditativo, indefinito, dove il genere è l’eco di una chimera che fluttua persa nell’ombra. Il lavoro di Vlasta Delimar era invece visibile nelle acque del Parco Cavaticcio, in cui appariva a grandi lettere la frase: “Io sono. Io sono una persona. Io sono una persona buona”. Un lavoro composto da parole elementari immerse nell’acqua, per sottolineare l’importanza dell’individualità e respingere ogni identificazione in qualsiasi ideologia, stato, partito o religione che definiscano la nostra identità.

Il lavoro di Juanjo Arquéz e Cristina Henríquez è stato quello col quale ho avuto più modo di confrontarmi, intervistando gli stessi artisti e chiedendo loro come fossero nate le preformances e quale fosse il messaggio che volevano comunicare. In Estreno Absoluto, Juanjo affronta il tema della transessualità, esplorando il movimento del corpo in relazione alla trasformazione. Una gonna rosa di tulle più lunga del normale e una maschera di silicone translucida sono gli elementi che aggiunge al suo corpo per portare in scena un’immagine tra la crisalide e la vagina, che si trasforma durante la performance. Juanjo si inserisce e arriva a formar parte della scultura Arte Povera, esposta nella stessa sala del museo in cui si esibisce l’artista, continuandone il senso di trasformazione.

Maria Magdalena, la performance di Cristina Henríquez presentata davanti all’opera di Guttuso “I funerali di Togliatti”, nasce invece dalla sua riflessione sul commercio sessuale e sulla prostituzione. L’artista ci racconta come abbia iniziato a raccogliere per le strade di Madrid flyers pubblicizzanti centri massaggi e altri luoghi di prostituzione più o meno legali, e come abbia notato che, sebbene la prostituzione non debba necessariamente essere una questione di genere, questi flyers mostravano sempre foto di donne seminude e con il volto spesso nascosto.

In un primo momento Cristina aveva pensato di presentare se stessa come Magdalena, la prostituta biblica, poi ebbe un’idea più efficace: ribaltare cioè la situazione e fare in modo che il pubblico si dovesse confrontare con l’essere lui stesso la persona in mostra che riceve un pagamento in cambio del proprio corpo. Il pagamento consiste in un dolce tipico spagnolo, una specie di muffin, chiamato comunemente magdalena, da cui nasce un gioco di parole comprensibile soltanto da chi conosce la cultura spagnola. Nella performance, Cristina è vestita da uomo e detiene il potere, mentre il pubblico entra nella scena senza sapere che ne sarà attore o attrice protagonista.

I due personaggi di Maria Magdalena e Estreno Absoluto si incontrano successivamente in Siamo Due, nella sala del museo che ospita l’opere di Daniela Comani “Sono stata io”. Ciò che si produce in Siamo Due è la soppressione delle caratteristiche di genere: Cristina e Juanjo si spogliano degli elementi che delineano le loro relazioni con gli altri e con loro stessi, per mettersi in relazione con quanto hanno di fronte in quel momento. La danza che si instaura tra i due corpi nudi richiama la parte più animale dell’essere umano, passando da momenti di tenerezza e calma a instanti di tensione e che possono evocare una relazione sessuale. Quando infine si rivestono, si produce un progressivo viaggio di ritorno: Juanjo si copre nuovamente il volto e si allonta nello spazio ritornando ingabbiato nella sua trasformazione; Cristina si riveste del suo abito maschile e nella riacquisita libertà di movimento, instaura nuovamente un contatto visivo con il pubblico.

Nelle tre performances, il genere viene presentato come qualcosa di fuido e mutevole, l’identità si crea dalla relazione tra esseri umani e ognuno è diverso dipendendo da chi si trova di fronte. Le performances hanno suscitato grande successo tra il pubblico e reazioni diverse, dal pianto all’applauso. Ancora una volta, è stato emozionante vedere e sentire come l’arte riesca a comunicare e a far riflettere senza bisogno di tante parole.

L’avventura di Performing Gender è iniziata nel giugno 2013 a Zagabria, per poi passare da Bologna, Maastricht e Madrid, con artisti e opere diverse in ogni città. Quello che abbiamo potuto vedere a Bologna la settimana scorsa, ne era il felice epilogo.

Sperando che l’esperienza si possa ripetere presto, per ora ci rimangono le sensazioni ancora vivide che questi grandi artisti hanno saputo regalarci.

8 novembre 2014

Matrimonio omosessuale?

di huicholes

La proposta di legge di Rcoppie-omosessuali-figli1enzi sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Un passo avanti per i diritti della comunità lgbt, eppure c’è qualcosa che non ci convince appieno.

Nella puntata del 7 novembre parliamo di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Vediamo insieme qual è la situazione nel resto dell’Europa e del mondo e passiamo poi ad analizzare la proposta di Renzi, improntata sul modello tedesco. Vi esponiamo quali sono le nostre perplessità in merito e attendiamo i vostri commenti.

Potete ascoltare la puntata QUI

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